Dalle colonne dei colleghi de Il Messaggero Veneto è intervenuto l’ex centrocampista ed ex vice allenatore bianconero Giampiero Pinzi parlando della situazione attuale in casa bianconera. Ecco le sue parole:
“Ho visto un pressing alto portato dalla squadra a inizio gara a Bologna, dove poi la partita ha detto che c’è da lavorare ancora parecchio“. – l’ex bianconero rivolge poi il suo pensiero alla Lazio – “Mi aspetto la stessa partenza molto forte di Bologna, ma poi bisognerà vedere la durata, la strategia e l’atteggiamento senza palla contro una Lazio che ha dei bei “motori” in mezzo al campo. Ha cambiato molto l’ossatura, col Venezia è partita piano e poi ha accelerato“.
LOVRIC E PAYERO – “Faticano perché sono poco abituati a giocare a due in mezzo, dove è sempre un continuo stare attenti tra marcatura e copertursa. C’è da lavorarci, ma è un sistema che dà più opzioni in avanti”.
L’ADDIO ALL’UDINESE – “Premetto che quando sono stato chiamato ho detto subito di sì, e direi ancora “sì”, perché per l’Udinese io ci sarò sempre. Detto questo, il calcio è uno sport che implica delle scelte e ci sta che la società abbia preso le sue. L’importante è dirsele in faccia piuttosto delle mezze parole che poi rovinano i rapporti. A me è rimasta la grandissima soddisfazione per aver contribuito alla salvezza, così come lo è stata per Cannavaro“.
LE EMOZIONI DELLA SALVEZZA – “E pensare che in settimana avevamo dieci giocatori in campo ad allenarsi, di cui pochi tra quelli che poi hanno giocato. Eravamo senza Pereyra, Thauvin, Lovric e con Bijol che era rientrato da poco dall’infortunio”.



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