Rossini: “Candela impressionante! Messi un ragazzino, ma… Quel giorno con Gheddafi in spogliatoio…”

L’ex attaccante dell’Udinese ricorda i suoi anni in bianconero: da Candela a Messi, passando per un incontro surreale con Al-Saadi Gheddafi

Fausto Rossini, ex attaccante dell’Udinese con 24 presenze e 1 assist all’attivo, ha condiviso alcuni aneddoti della sua carriera, soffermandosi in particolare sull’esperienza friulana. Intervistato da Tuttomercato24, ha ripercorso alcuni momenti curiosi e significativi vissuti accanto a grandi nomi del calcio internazionale, regalando un racconto sorprendente e dal sapore nostalgico.

Candela, il talento che lo ha stregato a Udine

Tra i tanti campioni incontrati in carriera, Rossini ha rivelato che il compagno che lo ha colpito di più è stato Vincent Candela (nella foto, Ndr), incontrato proprio ai tempi dell’Udinese. “Faceva dei cross di esterno destro che neanche un mancino sarebbe riuscito a fare”, ha ricordato con ammirazione, descrivendo la qualità tecnica sopraffina del terzino francese, Campione del Mondo nel 1998 con la Francia.

Messi, il talento precoce affrontato in Champions

Un altro ricordo indelebile per Rossini è legato a Lionel Messi, affrontato quando era ancora giovanissimo: “Ho la sua maglia di quando era un ragazzino e lo affrontammo in Champions con l’Udinese”, ha raccontato. Una testimonianza preziosa che sottolinea quanto la leggenda del fuoriclasse argentino fosse già evidente anche nei primi passi europei, tanto da lasciare il segno anche tra gli avversari.

L’aneddoto inedito con Al-Saadi Gheddafi

Uno degli episodi più sorprendenti e particolari raccontati da Rossini riguarda Al-Saadi Gheddafi, figlio dell’ex leader libico e all’epoca calciatore tesserato con l’Udinese. Rossini ha svelato un retroscena avvenuto nello spogliatoio: “Entro in bagno e lo trovo lì, mi scuso e lui con estrema naturalezza mi dice: ‘Tranquillo, è l’unico posto dove non sono seguito dalle guardie del corpo. Qui mi sento libero, sereno.

Un momento singolare che evidenzia l’assurdità di una figura così atipica nel mondo del calcio, ricordata più per l’extracampo che per il rendimento sportivo. Eppure, anche questo fa parte di un’epoca particolare vissuta dall’Udinese, in cui talento, storie incredibili e nomi clamorosi si sono intrecciati nella quotidianità dello spogliatoio.

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