Secondo successo consecutivo per l’Udinese nel precampionato, questa volta contro un avversario più solido rispetto alla nazionale qatariota. Il test ha confermato che la squadra di Kosta Runjaic sta crescendo, soprattutto sul piano dell’atteggiamento e della gestione dei ritmi. A evidenziarlo è anche il Messaggero Veneto, che parla di una prestazione convincente, soprattutto per la capacità dei friulani di tenere il controllo del gioco per oltre un’ora, concedendo pochissimo agli avversari.
“A convincere è stato l’atteggiamento”, scrive il quotidiano, sottolineando come l’Udinese abbia costruito diverse occasioni da gol già nella prima mezz’ora, con almeno cinque situazioni pericolose. Il limite, ancora evidente, resta la difficoltà nel concretizzare quanto prodotto: una lacuna che ha permesso agli avversari di rimanere in partita, secondo quella “regola non scritta del calcio” che punisce chi spreca troppo sotto porta.
La ripresa ha cambiato volto alla gara. I friulani hanno ribaltato lo svantaggio iniziale con due reti in quattro minuti, approfittando di due errori difensivi della squadra avversaria. Il terzo gol è stato sfiorato da Zemura nel finale, mentre Padelli – subentrato a Sava – è rimasto praticamente inoperoso, segno di una fase difensiva solida e ben organizzata.
Dal punto di vista dei singoli, due giocatori hanno attirato l’attenzione: Bayo e Atta. L’attaccante ex Watford è stato giudicato poco preciso con i piedi e impreciso sotto porta, ma la sua presenza è risultata comunque determinante per l’equilibrio della squadra: pressing costante, generosità e lavoro oscuro a supporto del centrocampo. Il suo contributo nel disturbare la costruzione avversaria ha permesso ai bianconeri di mantenere alta la pressione.
Atta, invece, ha mostrato segnali incoraggianti a livello fisico e tecnico. Il centrocampista francese, impiegabile sia da mezzala che da esterno in un centrocampo a quattro, ha bisogno di aumentare l’efficacia in fase di finalizzazione. Il potenziale c’è, ma secondo il Messaggero Veneto serve più “cattiveria” sotto porta: “Chieda qualche consiglio a Gökhan Inler, uno che quando tirava in porta lo faceva con determinazione assoluta”, si legge nel commento.
Il test ha mostrato una squadra in costruzione ma già con idee chiare, soprattutto nella gestione degli spazi e nella compattezza tra i reparti. L’intensità, il pressing organizzato e la capacità di reagire dopo lo svantaggio rappresentano elementi incoraggianti in vista dell’inizio della stagione ufficiale.


