Ospite della Gazzetta dello Sport, Roberto Mancini è tornato a parlare di Simone Pafundi, giovane talento azzurro al centro di numerose discussioni negli ultimi mesi. Durante l’intervista, l’ex C.t. dell’Arabia Saudita ha voluto chiarire una sua vecchia dichiarazione, rilasciata quando era ancora commissario tecnico dell’Italia, in cui affermava: “Quando faccio la lista dei convocati, prima metto Pafundi poi tutti gli altri.”
Su quell’affermazione, oggi, Mancini precisa: “Era una provocazione.” Ma nonostante il tono ironico di allora, l’ex C.t. degli Azzurri non ha mai smesso di credere nel potenziale del giovane giocatore di proprietà dell’Udinese. “Però questo è un altro mistero: Pafundi è un ragazzo giovane, talentuoso. Ha giocato i Mondiali Under 20 a soli 18 anni ed è già tra i migliori.”
Il tecnico, che con la Nazionale aveva puntato molto sulla valorizzazione dei giovani, ha evidenziato come il talento del fantasista sia fuori discussione, ma che il suo percorso di crescita debba passare per il campo e per la fiducia degli allenatori di club. “Come può un giocatore così non trovare spazio in Serie A?” ha ribadito Mancini, lasciando intendere che il problema potrebbe non essere il valore del calciatore, ma piuttosto le dinamiche del nostro campionato.
Pafundi, cresciuto nell’Udinese e considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio italiano, ha già fatto il suo debutto in Nazionale maggiore, proprio sotto la guida di Mancini. Tuttavia, il suo utilizzo limitato in Serie A negli ultimi campionati continua a far discutere, soprattutto alla luce delle prestazioni offerte nelle selezioni giovanili.
Ora il fantasista mancino nativo di Monfalcone sta trovando spazio in Serie B alla Sampdoria, dove è arrivato in prestito dal club friulano con diritto di riscatto e contro riscatto, e nell’Italia Under21 del neo C.t. Silvio Baldini.



Basta mancini
Deve farsi le ossa e giocare.
A Genova c’è questa possibilità e vediamo dopo la fine del campionato di tirare un po’ le somme.
Xche sei scarso
Perché a Udine se sei italiano non giochi