Scontri a Udine, Tesser: “Atmosfera surreale in città, sembrava un altro posto”

L’allenatore friulano ed ex giocatore dell’Udinese commenta a Sportitalia il clima in città prima del caos: “Centro svuotato, tutto chiuso. Manifestazione pianificata in zona controllabile”

Anche Attilio Tesser, ex calciatore dell’Udinese e oggi allenatore, ha commentato gli scontri che hanno scosso Udine prima e durante la partita tra Italia e Israele al “Bluenergy Stadium”. Intervenuto ai microfoni di Sportitaliamercato su Sportitalia, Tesser – che vive proprio in città – ha descritto un’atmosfera inusuale e quasi spettrale in centro storico nel giorno del match.

“Non siamo abituati a vedere Udine così”, ha raccontato. “Il centro non era normale, non c’era un bar con una sedia fuori. Sembrava un’altra città”. Secondo Tesser, la sensazione che si respirava già a metà giornata era quella di un cambiamento tangibile nella routine cittadina. “Avevano messo via tutto, anche le piante ornamentali”, ha aggiunto. “Io sono andato in centro verso mezzogiorno e posso garantire che non c’era nessuno, nemmeno tensioni visibili. Ma si percepiva l’attesa per un evento fuori dall’ordinario”.

L’allenatore ha inoltre sottolineato come la gestione iniziale della manifestazione pro Palestina fosse stata ben pianificata, almeno sotto il profilo logistico e della sicurezza: “Era noto che ci sarebbe stato un corteo importante, ma si sviluppava lontano dallo stadio. Li hanno fatti arrivare in piazza Primo Maggio, una zona molto grande e dispersiva, senza negozi o bar, e quindi facilmente controllabile”.

Le parole di Tesser confermano quanto emerso anche da altre testimonianze e ricostruzioni delle ultime ore, secondo cui il centro cittadino era stato preventivamente svuotato e messo in sicurezza per ridurre al minimo i rischi. Tuttavia, la situazione è degenerata nel pomeriggio e in serata, con violenti scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, che hanno causato diversi feriti, tra cui 11 agenti e due giornalisti.

Il bilancio della giornata ha coinvolto anche la macchina dei soccorsi, attivata in modalità “evento complesso” per far fronte alle emergenze, mentre il corteo, da inizialmente pacifico, è stato infiltrato da una frangia violenta che ha innescato la guerriglia urbana.

Tesser ha voluto però rimarcare l’impatto emotivo vissuto dai cittadini friulani, che si sono trovati immersi in un clima di insicurezza mai percepito prima: “Sembrava un’altra città, Udine non è abituata a vivere situazioni così tese. Speriamo non accada più”.

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