“Gli abbiamo regalato la partita”: l’analisi amara di Kabasele dopo il K.O. con il Bologna

Il difensore commenta la sconfitta contro il Bologna, tra autocritica, dettagli mancati e la necessità di crescere nella gestione dei momenti chiave.

Christian Kabasele ha preso la parola nel post-partita dopo il pesante stop contro il Bologna, offrendo una lettura schietta della sfida. Il difensore ha riconosciuto il valore dell’avversario, ma ha puntato il dito soprattutto sugli errori che hanno indirizzato l’incontro: «Il Bologna è una squadra di qualità, però siamo stati noi a mettergli la partita in mano», ha dichiarato.

Secondo Kabasele, il primo gol subito – tolto il rigore – è arrivato alla loro prima vera conclusione, un dettaglio che ha inciso notevolmente sulle dinamiche della gara. «Abbiamo incassato reti evitabili e quando non sblocchi tu la partita contro avversari forti rischi di pagarla», ha aggiunto, sottolineando quanto il mancato vantaggio iniziale abbia complicato l’approccio mentale del gruppo.

La gestione delle seconde palle e un secondo tempo da dimenticare

Il difensore belga ha evidenziato una delle chiavi tattiche della sconfitta: la difficoltà nel gestire le seconde palle nel corso della ripresa. «Le prime palle nel secondo tempo hanno condizionato tutto. Loro sono stati più efficaci e da lì hanno tenuto il controllo», ha spiegato, rimarcando come quel dettaglio abbia rappresentato lo spartiacque del match.

La differenza tra i due tempi, secondo il centrale, resta uno degli aspetti più ricorrenti e problematici della stagione: «È una situazione che si è ripetuta diverse volte: partiamo bene, ma poi perdiamo continuità», ha affermato. Una discontinuità che pesa non solo sul risultato, ma anche sulla consapevolezza e sulla fiducia della squadra.

Cosa manca per restare nella parte alta della classifica

Kabasele ha ricordato come il campionato non perdoni i cali di concentrazione e di intensità. Pur riconoscendo i buoni tratti di gioco espressi nella prima metà della gara, il difensore ha invitato a una crescita collettiva più marcata: «Non basta giocare bene 50 minuti per pensare di stare nelle prime dieci della classifica», ha sottolineato.

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3 mesi fa

Non avete regalato proprio nulla siete scarsi come il vostro allenatore, non cercate scuse da marinai

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3 mesi fa

e ora tutti in ritiro

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