Udinese e quel copione già scritto: la maledizione dei 40 punti incombe ancora

Tre sconfitte di fila riaccendono i fantasmi del passato: Runjaic sfida il calo di motivazioni e un trend decennale che continua a ripetersi

L’Udinese è caduta ancora. E per la terza volta consecutiva. Una crisi di risultati che non sorprende più nessuno dalle parti del Friuli, dove si torna puntualmente a fare i conti con i soliti, desolanti finali di stagione. Lo schema ormai è tristemente noto: una volta raggiunta la soglia della salvezza — o anche solo percepita — la squadra rallenta vistosamente, facendo riemergere un teorema che non regge più: “Prima i 40 punti, poi ci divertiamo”.

Il passato che ritorna: un copione già scritto

Come ricordano i colleghi de Il Messaggero Veneto negli ultimi dieci anni, diversi tecnici si sono alternati sulla panchina bianconera: da Stramaccioni a Delneri, da Gotti a Sottil, fino all’attuale Runjaic. Cambiano gli allenatori, i giocatori e i dirigenti, ma resta immutato il crollo verticale della squadra nelle battute conclusive della stagione.

Basti pensare al 2014-15: con 33 punti a 10 giornate dal termine, l’Udinese di Stramaccioni perse contro un Parma già fallito e chiuse il campionato a quota 40, con una media da retrocessione (0,7 punti a gara). Due anni dopo, Delneri raccolse 8 punti nelle ultime otto, segnando il passo quando il traguardo sembrava a portata. Gotti nel 2020-21? Stessa storia: media di 0,7 punti a partita nelle ultime dieci, e — manco a dirlo — 40 punti finali. Un minimo miglioramento lo si è visto con Sottil, che nel 2023 chiuse a 46, ma anche in quel caso, la media delle ultime dieci fu appena 0,8.

Runjaic e la sfida delle motivazioni

Il tecnico tedesco Kosta Runjaic si trova ora ad affrontare lo stesso nodo che ha ingabbiato i suoi predecessori: l’assenza di motivazioni. E se contro il Genoa le assenze di Thauvin, Keinan Davis e Alexis Sanchez hanno pesato, il problema va oltre gli infortuni. Lo stesso allenatore ha parlato di calciatori con ambizioni personali e voglia di mettersi in mostra, ma in campo questo spirito non si è visto.

La sensazione è che la squadra abbia spento l’interruttore appena raggiunta una relativa tranquillità, proprio come in passato. E questo fa scattare l’allarme anche tra i tifosi, stanchi di rivivere sempre lo stesso copione.

Obiettivo 50 punti: un’impresa senza stimoli?

Guardando al calendario, raggiungere i 50 punti appare difficile ma non impossibile: servirebbero almeno tre vittorie e un pareggio contro avversari del calibro di Milan, Torino, Bologna, Cagliari, Monza, Juventus e Fiorentina. Sulla carta, un traguardo che potrebbe dare un senso alla stagione. Ma il vero problema resta la spinta emotiva.

Senza una chiara motivazione, l’Udinese rischia di ripetere ancora una volta la storia, navigando verso il traguardo minimo dei 40 punti e lasciando a bocca asciutta una tifoseria che vorrebbe finalmente vedere una squadra capace di chiudere con dignità e ambizione.

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11 mesi fa

Se Lucca si mangia tutti sti gol chiaro che non fai punti

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11 mesi fa

beh l’imput deve arrivare dall’allenatore accostato già a diverse squadre e per questo distratto dal motivare un gruppo già in vacanza e senza Thauvin mostrano tutti i suoi limiti purtoppo..

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11 mesi fa

Lucca sbagliato il gol doveva toglierlo subito come a Lecce così impara a non essere tanto chi son mi

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11 mesi fa

non è vero niente diciamo che dipende da un giocatore altra storia e dalle ali che mancano

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11 mesi fa

Di questo bisogna ringraziare la società che nn fissa un possibile obiettivo oltre la possibile salvezza troppo comodo direcarriviamo a 40 punti poi ci divertiamo……..forse

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