Thomas Heurtaux è tornato a parlare dell’Udinese durante la trasmissione Udinese Tonight, in onda su TV12, offrendo uno sguardo lucido e affettuoso sulla stagione della squadra friulana. L’ex difensore, che ha vestito la maglia bianconera in oltre cento occasioni, ha commentato la recente sconfitta contro il Milan e tracciato un bilancio del percorso attuale del club sotto la guida di Kosta Runjaic.
“Contro il Milan, episodi decisivi. Ma Udinese viva”
“Rimango abbastanza positivo”, ha dichiarato Heurtaux, analizzando il pesante ko interno contro i rossoneri. Secondo il francese, i primi due gol del Milan sono nati da episodi sfavorevoli: Lucca che si ferma sull’azione del primo, un presunto fallo non fischiato prima del calcio d’angolo che ha generato il secondo.
“Nel secondo tempo ho visto una bella Udinese, che sta facendo un campionato di valore. È importante continuare così per valorizzare il lavoro fatto”, ha aggiunto l’ex centrale, sottolineando le qualità della squadra e le potenzialità per migliorare il rendimento nella seconda parte della stagione.
“Siamo l’Udinese, certi fischi non arrivano“
Heurtaux ha posto l’accento sul diverso metro di giudizio applicato dagli arbitri a club come l’Udinese rispetto alle grandi del campionato. “Quando sei l’Udinese, in senso buono e in senso cattivo, gli arbitri non ti aiutano. Non siamo tutelati come gli altri”, ha dichiarato, invitando i bianconeri a essere “più sporchi” e maliziosi in certe situazioni di gioco.
Sul presunto rigore non assegnato a Lucca, l’ex difensore ha commentato: “Gabbia prende prima la palla, probabilmente è stata quella l’interpretazione. Ma con il VAR così com’è, o lo si usa bene o è meglio non usarlo: si stava meglio prima”.
Gli elogi a Okoye e il legame con Udine
Heurtaux ha voluto spendere anche parole di apprezzamento per l’attuale portiere dell’Udinese: “Okoye è un portiere di personalità e spessore, ti dà sicurezza. Oggi i portieri devono saper fare tutto”.
Il suo intervento si è concluso con un toccante ricordo della sua esperienza friulana: “All’Udinese mi sono formato come uomo, ho conosciuto mia moglie a Udine, è stato un percorso bello e intenso. L’Italia è il mio Paese, sono molto legato”.
La carriera, i rimpianti e il futuro fuori dal campo
L’unico rimpianto di Heurtaux è legato alla mancanza di continuità tecnica: “Tanti allenatori, troppi movimenti. Quando arrivai, la squadra era in costruzione”. Dalla Ligue 1 all’Italia, il salto fu complicato: “C’è più tattica, più pressione. Qui è un lavoro vero. I primi anni sono stati duri”.
Oggi, però, il calcio giocato è alle spalle. Heurtaux si gode la famiglia e non ha in programma una carriera da allenatore, almeno per ora. “Preferivo la difesa a quattro, ma l’Udinese ha fatto la storia con la linea a tre, come con Guidolin”.



Purtroppo bisogna svegliarsi e imparare dalle presunte grandi….imparare a essere cattivi e picchiare non subire e basta
diciamo che è da vergognarsi dopo il 3-2 con il venezia
Malizia come il goal di mano?