Dopo la netta sconfitta contro il Milan, l’Udinese ha evitato per un soffio la decisione di un ritiro punitivo, ma resta alta la tensione in casa bianconera. Il momento delicato ha riportato alla ribalta il tema della gestione interna del gruppo e del ruolo che la proprietà dovrebbe assumere nei momenti di crisi.
A esprimere un’opinione forte in merito è stato Stefano Fiore, ex centrocampista dell’Udinese tra il 1999 e il 2001, che ha condiviso con Il Gazzettino il proprio punto di vista sulla situazione attuale. Fiore ha sottolineato come in passato i ritiri fossero frequenti sotto la gestione Pozzo, ma ha suggerito una via diversa per dare una scossa alla squadra.
Il peso della voce della proprietà
“Pozzo dovrebbe farsi sentire negli spogliatoi”, ha affermato Fiore, facendo riferimento alla capacità storica del patron friulano di incidere nei momenti cruciali. “Quando interveniva, anche con durezza, riusciva a trasmetterci la giusta carica. La sua voce ha sempre avuto un peso enorme”, ha ricordato l’ex nazionale azzurro.
Per Fiore, la figura del presidente rappresenta ancora oggi un riferimento centrale, sia per l’autorità che incarna che per la conoscenza profonda dell’ambiente bianconero. In questo senso, il suo silenzio rischierebbe di alimentare smarrimento e sfiducia in un gruppo già in difficoltà.
Inler possibile alternativa
Nel caso in cui Pozzo preferisse non esporsi in prima persona, Fiore individua nel direttore sportivo Gökhan Inler un valido sostituto. L’ex centrocampista svizzero, che ha vestito la maglia dell’Udinese tra il 2007 e il 2011, conosce bene dinamiche e valori del club e potrebbe rappresentare una figura autorevole per scuotere la squadra.
“Inler ha vissuto momenti complicati, sa come ragiona la famiglia Pozzo e cosa serve per dare nuova energia allo spogliatoio”, ha dichiarato Fiore, ribadendo l’importanza di un intervento diretto e motivante, che riporti brillantezza e fiducia nel gruppo.
Una chiamata al risveglio
Il riferimento alla gloriosa storia dell’Udinese e al ruolo centrale della proprietà è un invito chiaro a ritrovare spirito di appartenenza e determinazione. L’attuale stagione sta mettendo a dura prova la squadra, ma l’ex centrocampista crede che un segnale forte dall’alto possa ancora fare la differenza.
Non si tratterebbe solo di una questione tecnica, ma soprattutto di leadership, carisma e identità, elementi che storicamente hanno rappresentato l’anima del club friulano.



Deve intervenire GianPaolo Pozzo- come un anno fa!
Ottimo giocatore
Una squadra di stranieri che non fa bene all’ Italia, come tante altre.
È verissimo. Pozzo deve tuonare come un tempo!
Quale dei Pozzo?
Caro Stefano:il Pozzo di adesso é un altro,purtroppo.
Quando interviene il Paron c’è qualcosa che non và