Michele Pazienza, ex centrocampista dell’Udinese e ora allenatore, è intervenuto sulle colonne del Messaggero Veneto per commentare il momento complicato della formazione friulana. L’ex mediano ha sottolineato quanto sia difficile trovare nuovi stimoli dopo aver raggiunto la salvezza, specialmente in una piazza che fa della permanenza in Serie A il suo principale obiettivo stagionale.
La recente serie di sconfitte ha lasciato il segno, rendendo fondamentale fermare questa spirale negativa già nella prossima sfida contro il Bologna. Secondo Pazienza, l’Udinese ha dimostrato di avere la qualità per reagire, come evidenziato dal pareggio ottenuto contro la Lazio all’Olimpico.
Un piano chiaro: ripartire da una partita sporca
L’ex bianconero ha insistito sull’idea che l’Udinese, per uscire dalla crisi, dovrà giocare una partita diversa dal solito: “Non bisogna necessariamente affidarsi alle qualità tecniche che hanno garantito 40 punti. Ora serve una gara sporca, costruita sugli episodi favorevoli”, ha spiegato.
La priorità è dunque ricompattarsi e ottenere almeno un punto, per poi provare a tornare sul cammino virtuoso che aveva caratterizzato il campionato fino a poche settimane fa.
Un Bologna lanciato e pericoloso
Dal punto di vista tattico, Pazienza ha avvertito dei rischi nell’affrontare apertamente il Bologna, una squadra in grande forma e piena di entusiasmo: “Servirà un’Udinese compatta, pronta a soffrire e a ripartire, senza concedere spazi”, ha dichiarato, richiamando lo spirito delle formazioni friulane delle passate stagioni.
Il tecnico sottolinea la necessità di un atteggiamento prudente, per contrastare una formazione che sta confermando sul campo il proprio valore grazie a un gioco brillante e a risultati importanti.
L’assenza di Thauvin e l’importanza del gruppo
A chi gli ha chiesto dell’assenza di Florian Thauvin, Pazienza ha risposto ridimensionando il peso del singolo: “Un solo giocatore non può cambiare gli equilibri di un’intera squadra. È il gruppo che fa la differenza”.
Secondo l’ex centrocampista, sarà proprio la compattezza dello spogliatoio a fare la differenza nel finale di stagione, aiutando l’Udinese a centrare gli obiettivi rimasti.
I ricordi di Udine e l’elogio a Spalletti
Pazienza ha poi ricordato con affetto i suoi trascorsi a Udine, città e società che gli hanno permesso di dare una svolta alla carriera. “A Udine sono stato bene e grazie ai bianconeri ho avuto l’opportunità di crescere”, ha confessato.
Un pensiero particolare è andato a Luciano Spalletti, allora tecnico dell’Udinese e in seguito Campione d’Italia con il Napoli e ora C.t. dell’Italia: “Spalletti ha saputo evolversi nel tempo. Il suo calcio è cambiato rispetto a vent’anni fa, segno della sua straordinaria capacità di adattamento”, ha concluso.



Da sporca a di 💩 a Udine è un attimo… 🙄