Alla vigilia della sfida contro Israele, il CT della Nazionale italiana, Gennaro Gattuso, ha tenuto una conferenza stampa allo Stadio Friuli, parlando di vari temi legati alla sua squadra e alla preparazione per la partita. Tra i punti salienti, una riflessione sul Nicolò Zaniolo dell’Udinese e sul suo possibile ritorno in Nazionale.
Zaniolo e la Nazionale:
Quando gli è stato chiesto del futuro di Zaniolo in azzurro, Gattuso ha dichiarato: “Le porte sono aperte per tutti”. Il tecnico ha aggiunto che “Io guardo tutti, chi fa vedere qualcosa e chi riesce a dimostrare, le porte non sono chiuse”. Ha poi sottolineato che Zaniolo,“è un giocatore importante”, è nel posto giusto per ritrovare continuità, facendo riferimento al suo passaggio all’Udinese, dove potrebbe rilanciarsi.
Sulle sue esperienze da giocatore e allenatore:
Gattuso ha anche parlato della sua carriera da calciatore, raccontando che si allenava al 100% perché sentiva di dover fare sempre più degli altri, dato che a livello qualitativo si considerava il più scarso. Ha poi fatto un importante riferimento alla sua metodologia da allenatore, dicendo che gli allenamenti devono assomigliare a partite vere e che ha tanti strumenti per valutare il lavoro della squadra.
Atmosfera in vista della partita:
In merito all’atmosfera che si vivrà domani allo stadio, il CT ha mostrato entusiasmo: “Vedere i filmati di ieri è stato bellissimo. Siamo tutti contentissimi.” Ha poi ringraziato le 11.000 persone che saranno presenti allo Stadio Friuli, ma ha anche espresso dispiacere per coloro che non potranno essere presenti, come tante famiglie che avrebbero potuto godersi una giornata di festa. “Sono davvero felice che la guerra si sia interrotta,” ha aggiunto Gattuso, riferendosi alla difficile situazione geopolitica che ha coinvolto il paese.
La scelta dei centravanti:
Infine, sulla decisione di schierare attaccanti simili come Retegui e Pio Esposito, Gattuso ha spiegato: “Avevo solo il dubbio se riuscivamo a sopportare il peso di due attaccanti.” Ha poi sottolineato che la scelta di questi giocatori era volta a “provare a fare gol” e “prendere la Norvegia”, visto l’obiettivo di conquistare la vittoria in vista delle qualificazioni.



Anche contro il Cagliari “la porta era aperta”. Porca di quella troia!