Dopo la sosta per le nazionali di Novembre nessuna tregua prevista per l’Udinese che dal 22 novembre al 10 gennaio affronterà un calendario particolarmente intenso: dieci gare in cinquanta giorni tra Serie A e Coppa Italia, una maratona che potrebbe influenzare in modo decisivo la posizione dei bianconeri nella prima parte della stagione. Il ciclo si aprirà con la sfida interna contro il Bologna e si chiuderà con il match contro il Pisa, primo impegno del girone di ritorno.
Secondo l’analisi riportata dal Messaggero Veneto, il blocco di partite che attende la squadra di Runjaic è composto da cinque impegni casalinghi e quattro trasferte in campionato, a cui si aggiunge la gara di Coppa Italia. Un bilanciamento che non permette previsioni nette, soprattutto perché il percorso dell’Udinese in questa prima fetta di stagione è stato disomogeneo: meglio fuori casa nella fase iniziale, con le vittorie su Inter e Pisa, e più incisiva al “Bluenergy Stadium” di recente, grazie ai successi su Lecce e Atalanta.
Il cammino lontano dal Friuli, tuttavia, non sarà dei più agevoli. Parma, Fiorentina, Como e Torino rappresentano ostacoli complessi: quattro campi dove i bianconeri dovranno mostrare maturità, intensità e qualità nelle ripartenze. Tutte squadre che in casa riescono a imporre ritmo e pressioni costanti, elementi che richiederanno grande attenzione sul piano tattico e mentale.
Non meno impegnativo sarà il programma delle gare interne. Sotto l’arco dei Rizzi arriveranno avversari che promettono sfide di alta intensità e valore tecnico: Bologna, Genoa, Napoli, Lazio e Pisa. La prima di queste, contro i rossoblù di Thiago Motta, aprirà un ciclo ad alta tensione: i felsinei stanno inseguendo le prime posizioni e mostrano una continuità che li proietta tra le protagoniste del campionato. Napoli e Lazio, poi, porteranno a Udine due identità di gioco completamente diverse ma ugualmente pericolose, mentre il Genoa potrebbe trasformarsi in una gara spartiacque per la classifica dei friulani.
In questo contesto, diventano particolarmente significativi gli incontri contro Grifone e Pisa, rispettivamente a cavallo della fine del 2025 e all’apertura del 2026. Ottenere sei punti fra queste due gare significherebbe dare stabilità alla classifica, consolidando la permanenza nella parte sinistra e costruendo fiducia in vista della seconda metà di stagione. In più, replicare un risultato di prestigio come quello ottenuto contro l’Atalanta sarebbe un ulteriore segnale di crescita, utile sia per il morale sia per la percezione esterna delle ambizioni della squadra.
Il quotidiano friulano evidenzia che il traguardo realistico per questo ciclo è raggiungere tra i 12 e i 14 punti, una soglia che permetterebbe di mantenere un margine di sicurezza rispetto alla zona calda e di alimentare possibilità di scalata verso posizioni più nobili. Sarà determinante la capacità di gestire le energie, ruotare gli interpreti e recuperare gli acciaccati, considerando la densità degli impegni.
Il finale del 2025 e l’avvio del 2026, dunque, non rappresentano soltanto una successione di partite, ma un banco di prova cruciale per la solidità del progetto tecnico bianconero. L’Udinese dovrà saper interpretare ogni gara con lucidità e continuità, facendo leva sulle certezze costruite nelle ultime settimane e cercando di trasformare la Dacia Arena in un fattore determinante.



Ma tanto della Coppa Italia non gliene frega niente, e faranno di tutto per essere eliminati come sempre ! ( E intanto lo scorso anno l’ha vinta il l Bologna e l’Empoli retrocesso è arrivato in semifinale..)