Marino: “Mi aspettavo un’Udinese con più gamba”

L’ex direttore generale bianconero analizza la caduta con il Bologna e valuta ambizioni, limiti e prospettive della squadra di Runjaic.

Intervenuto a Telefriuli, l’ex direttore generale dell’Udinese Pierpaolo Marino ha espresso le proprie considerazioni sul momento dei bianconeri, partendo dal K.O. subito al Bluenergy Stadium contro un Bologna in grande crescita. Marino ha sottolineato come quella partita fosse per lui particolarmente indicativa: “Brutta la sconfitta contro i rossoblù, perché pensavo che il Bologna fosse la squadra più in forma del campionato… l’ho vista col Napoli, ha dominato”, ha ricordato.

L’ex dirigente, tuttavia, si aspettava una gara diversa: “Vedevo anche l’Udinese in buona condizione, immaginavo una partita più equilibrata. Lo è stata solo nel primo tempo. Poi la squadra è crollata”. Marino ha attribuito parte del divario alla straordinaria intensità degli emiliani: “Il Bologna corre più di tutte, ha uno staff di preparatori incredibile”, aggiungendo che gli errori tecnici hanno aggravato la situazione: Si sono presi un paio di gol da polli”.

Una crescita ancora da dimostrare

Runjaic aveva parlato di una squadra in progresso rispetto alla passata stagione. Marino, però, si è mostrato più prudente: “Contro l’Atalanta l’Udinese mi aveva fatto una grande impressione”, ha dichiarato, ricordando però come quella stessa Dea abbia poi disputato una gara disastrosa con il Sassuolo, cambiando persino allenatore.

Secondo Marino, l’andamento del girone d’andata ricorda quello dell’anno precedente, motivo per cui sarà necessario attendere l’evoluzione del campionato. Non mancano però apprezzamenti sulla qualità complessiva: “Come rosa, l’Udinese mi convince molto. È costruita bene, competitiva, come lo scorso anno. Credo possa fare anche di più”, ha detto, pur sottolineando che non bisogna accontentarsi troppo.

Errori, approccio e ambizioni

Quanto agli errori visti nelle ultime gare, Marino ne ha identificato la causa principale nell’approccio: “Tanti sbagli derivano dalla condizione psicofisica del momento, non sempre dalla qualità”. L’ex dg ha poi fatto un paragone significativo: “Guardando Bologna-Napoli, vien da dire che l’Udinese ha fatto una figura migliore dei partenopei”.

Per Marino, la rosa è attrezzata per puntare più in alto: “La società ha costruito una squadra da posizione superiore al decimo posto. È completa, competitiva, con quattro attaccanti di valore e reparti ben assortiti”.

Il nodo mentale

Marino ha individuato nella continuità il principale limite attuale: “L’Udinese è discontinua, non solo tra una gara e l’altra, ma anche tra un tempo e l’altro”, un tratto tipico – secondo lui – di chi non ha piena fiducia nei propri mezzi. L’ex dirigente è stato chiaro: “Se si continua a dire ‘siamo in crescita’, alla fine non si cresce più. Gli obiettivi non devono essere la salvezza: più ti guardi alle spalle, più rischi di finirci”.

Per Marino, con questa rosa è necessario puntare in alto, anche per soddisfare tifosi e proprietà: “Dirigenti e staff devono inculcare questa mentalità”, ha concluso.

Strategie di mercato e giocatori sottoutilizzati

Guardando al mercato di gennaio, Marino ha ribadito una linea societaria consolidata: “I Pozzo hanno dimostrato che a gennaio non vendono. A cedere sono le squadre disperate, e l’Udinese non lo è”. Secondo lui, il club preferisce proseguire il progetto tecnico e gestire eventuali scontenti.

Infine, un commento sui singoli: “Bayo e Bravo meriterebbero di partire titolari, ma il reparto offensivo è ricchissimo… forse qualcuno dovrà andare a giocare altrove a gennaio per tornare più forte”.

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