Camolese analizza l’Udinese: “Campionato duro, ma la squadra può dire la sua”

Il vicepresidente AIAC, presente alla "Festa del mister" a Udine, ha parlato della stagione dei friulani, tra rischi e potenzialità

Giancarlo Camolese, vicepresidente dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio (AIAC), ha commentato l’andamento dell’Udinese in un’intervista pubblicata dal Messaggero Veneto, in occasione della sua presenza alla “Festa del mister”.

Secondo l’ex tecnico del Torino, la posizione in classifica dei bianconeri appare rassicurante, ma il contesto della Serie A non consente distrazioni: “Bastano due o tre sconfitte per rimescolare le carte e creare confusione”, ha spiegato. Un monito che riguarda tutte le squadre, non solo i friulani.

“Si può fare risultato con chiunque, anche col Napoli”

Per Camolese, nonostante il calendario complicato, l’Udinese ha le carte in regola per ottenere risultati contro qualsiasi avversario, incluso il Napoli di Antonio Conte. Il vicepresidente AIAC ha sottolineato come il campionato italiano stia vivendo un momento di grande equilibrio e imprevedibilità, citando come esempio la posizione attuale della Fiorentina. “I pronostici lasciano il tempo che trovano. In campo intervengono tanti fattori imprevisti”, ha aggiunto, ricordando che la strategia vincente resta sempre la stessa: “Fare più punti possibili quando si può, senza calcoli”.

Critiche ai cambi nella sfida col Genoa

Camolese ha anche commentato le scelte di Kosta Runjaic nella partita contro il Genoa, match in cui le sostituzioni non hanno convinto tifosi e osservatori. L’ex allenatore ha evidenziato l’impatto delle cinque sostituzioni nel calcio moderno, che possono cambiare volto a una squadra durante il match, ma ha ricordato che per farlo servono alternative all’altezza: “Bisogna avere una rosa competitiva, altrimenti il livello scende”. Inoltre, ha ribadito che, nonostante il supporto degli staff tecnici, la decisione finale spetta sempre all’allenatore.

Comunicazione e identità: due fattori chiave

Nel corso dell’intervista, Camolese ha infine toccato un aspetto cruciale per le squadre moderne: il senso di appartenenza e la comunicazione interna. A suo avviso, i club che riescono a costruire una forte identità sono più preparati ad affrontare le sfide della stagione. “A Udine ci sono molti stranieri, quindi è fondamentale che l’allenatore riesca a farsi capire bene”, ha spiegato, sottolineando come una comunicazione efficace sia un vantaggio decisivo nella gestione del gruppo e nelle prestazioni in campo.

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10 mesi fa

potrebbe dire se l’allenatore lasciasse dialogo ai giocatori.Sono a bocca chiusa fin ora

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