Tolgay Arslan: “Siamo forti e c’è qualità in questa squadra!”

Il centrocampista dell’Udinese si racconta alla Gazzetta dello Sport dopo aver conseguito anche la laurea: “Che emozione il gol all’Inter: erano in 20.000 a sostenerci allo stadio! Quest’anno attacchiamo di più e giochiamo di più la palla.

E ora chiamatelo Dottore! Tolgay Arslan, regista tedesco di chiare origini turche dell’Udinese, si è appena laureato in Sport Busisness Managment.

In estate sembrava al passo d’addio richiesto dal suo ex mentore Luca Gotti in quel di La Spezia, ma alla fine è rimasto e con Sottil si è ripreso le chiavi del centrocampo bianconero.

Oggi è uscita una sua bella intervista a La Gazzetta dello Sport: ecco i tratti più salienti della cacchierata del giocatore con i colleghi della rosea.

LAUREA –Non volevo accontentarmi, l’ho fatto soprattutto per mia moglie che insegna storia e tedesco ed è laureata. Le certo ci teneva, ma ci tenevo anche io che penso ogni giorno al mio futuro, alla mia company immobiliare e a un domani extra calcio. Il lunedì dopo la partita con il Sassuolo a metà settembre ho dato l’ultimo esame. E’ venuto qui un professore e in tre ore abbiamo fatto tutto: ce l’ho fatta!

GLI ALTRI ESAMI –Tutti in presenza a Norimberga in tedesco. Durante le vacanze ne ho dati tre in un colpo: bum, bum, bum. Ho fatto in due anni quello che normalmente si fa in tre.

CONCILIARE SERIE A E STUDIO –Io penso che sia più facile se sei in attività. I professori capiscono e hanno un occhio di riguardo per te. Basta poi non perdere tempo: io quando esco dalle strutture dell’Udinese vado a casa e mi metto a studiare e lavorare. Non gioco alla Playstation!

SPOGLIATOIO –Rapporti top con tutti, sono il primo a fare gli scherzi. Dò il 100% qui dentro, ma quando esco dall’Udinese la vita è un’altra. E’ quella reale e per me zero calcio. Solo lavoro e figli. Non ho amici nel calcio, solo uno in Serie C Baxter Bahn che vuole imitarmi nel mio percorso immobiliare. I miei amici si sono tutti realizzati nei propri campi.

CALCIO CHE PASSIONE –Il calcio ovviamente mi piace moltissimo, se non gioco mi arrabbio. Smetterò di giocare quando non mi arrabbierò più, ma altri tre anni almeno li faccio ancora.

GOL ALL’INTER –Gioia indescrivibile in una bella atmosfera: erano in 20.000 a sostenerci. Ora sto bene dopo il brutto infortunio alla caviglia che ho avuto a Luglio nel ritiro in Austria.

UDINESE CHE VOLA –Siamo forti! C’è qualità, ma rispetto alla seconda parte dello scorso campionato giochiamo più con la palla. Prima pensavamo di più alla difesa ora a vincere e attaccare.

SOTTIL –E’ uno diretto che lavora tanto e i suoi allenamenti sono tosti. E’ uno che vuole vincere. Si vede che ha giocato per anni da come gestisce lo spogliatoio. Entra quando deve ed è consapevole del fatto che tutti i calciatori hanno un ego smisurato e lui deve capire tutto e tutti.

NAPOLI –La squadra più forte? Difficile dirlo dopo sette giornate dove c’è stato tanto equilibrio, però posso dire che il Napoli è forte!

BARCELLONA –Sono stato tifoso del Barcellona delle stelle: quello era vero calcio! Ma non intendo solo quello di Messi, ma anche quello di Ronaldinho.

MONDIALE e FIGLI –Chi tiferò? Mi riposo un po’ perché a dicembre arriva il terzo figlio che nascerà proprio a Udine. Un tedesco, un turco e un italiano: olé!

ORIGINI TURCHE –Mia mamma è turca, ma per fortuna viene spesso qui. La vostra cucina è ottima, ma quella turca di più. Ci sono piatti che non immaginate neanche.

Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Il tecnico dell’Udinese affronta la gestione dei recuperi, con scelte tattiche e rotazioni importanti per...
Giuseppe Collu arbitrerà la sfida Genoa-Udinese del 20 marzo, designato per la 30a giornata di...
Solet pronto a tornare titolare, Bertola per la panchina: rimangono tre gli indisponibili di mister...

Altre notizie