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Avvenire: “Giuliani e Scarsella, belli e dannati del calcio”

La storia dell’ex estremo difensore dei bianconeri deceduto ad appena 38 anni

L’edizione odierna di Avvenire ricorda la carriera e il destino intrecciato di Maurizio Scarsella e Giuliano Giuliani, due grandi giocatori degli anni ’80 morti a causa dell’Aids e ben presto dimenticati.

Giuliani, che chiuse la carriera con l’Udinese (1990-1993) diede l’addio al mondo del calcio proprio quando Scarsella morì (1993). La sua avventura iniziò con le maglie di Arezzo e Como poi, dopo essere stato opzionato dall’Inter, passò all’Hellas Verona per prendere il posto dell’ex campione d’Italia Claudio Garella e successivamente passò al Napoli dove vinse il secondo scudetto della storia dei partenopei e conquistò la Coppa Uefa.

Il quotidiano ricorda che la sua uscita di scena venne macchiata da una vicenda penale a seguito della quale venne assolto e, appunto, dall’Aids. In un attimo la sua fama di miglior pararigori svanì e tutti si dimenticarono che fu l’unico portiere italiano a neutralizzare per ben due volte Diego Armando Maradona dal dischetto. Probabilmente per Giuliani fu fatale proprio il matrimonio del Pibe de Oro, visto che i giorni prima delle nozze furono folli in quel di Buenos Aires. La sua ex moglie, Raffaella Del Rosario, ha aspettato ben 14 anni prima di raccontare ciò che accadde. La vera storia dice che Giuliani dopo l’addio al calcio visse praticamente in solitudine e solamente quattro suoi amici presero parte al funerale (tra questi l’ex Como Mattei e l’ex Udinese Vanoli), mentre Maradona non rispose mai agli appelli per organizzare una partita benefica.

A ricordarlo invece furono i tifosi della Curva B del Napoli che dopo la sua morte esposero lo striscione con scritto “Giuliani, dall’azzurro del Napoli, all’azzurro del cielo”.

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