Samardzic: “Con l’Inter non è mai stato un problema di soldi”

Le parole del centrocampista dell’Udinese a Sportweek: “L’Udinese forte e organizzata: voglio fare un gran campionato

Dalle pagine del settimanale Sportweek il centrocampista dell’Udinese Lazar Samardzic è tornato a commentare il suo mancato passaggio in estate all’Inter, ma ovviamente non solo quello. Ecco un estratto delle sue parole.

Non è mai stato un problema di soldi. Io so quello che è successo, ma ormai è passata e non voglio più parlarne. Sono uno che pensa positivo, l’Udinese è una squadra forte, un club organizzato, se resto ancora un anno è perfetto per me. Voglio fare un gran campionato qui, poi vedremo“.

INZAGHI E SOTTIL –Con Simone Inzaghi non ho mai parlato. Quando sono tornato mister Sottil mi ha detto che era contento del mio ritorno e che pensava che ora mi avrebbe visto solo in televisione. Il ruolo? Non ne parlo mai con lui, lui decide dove mettermi e io eseguo quello che mi dice di fare.

PRONTO PER UNA GRANDE –Certo che mi sento pronto per il salto in una grande squadra, ho 21 anni. Al massimo tra due anni sarò ancora più pronto.

IL NO AL MILAN –Dissi di no a Paolo Maldini perché in quel momento ero troppo giovane. Se ora una squadra mi vuole deve parlare con l’Udinese e con mio papà.

IL TALENTO –Il talento è tutto, mentalità e testa giusta. Bisogna pensare positivo, pensare negativo è male.

NAZIONALE –Ho scelto la Serbia e non la Germania con il cuore. Ho seguito il richiamo del sangue.

IL COLPO PREFERITO –Mi piace controllare il pallone con la suola, mi ricorda il Futsal dove ho anche giocato.

L’IDOLO –Sia da bambino che tutt’ora il mio idolo è sempre stato Lionel Messi. La prima maglia che mi regalarono fu però l’8 del Barcellona di Xavi.

CALCIATORE DI STRADA –Quando ero piccolo giocavo per strada anche dieci ore al giorno. Il mio calcio è figlio di quel periodo. Un calcio che mi maca, quando la stagione è finita ancora oggi mi ritrovo con degli amici a sfidarci in partitelle come facevamo allora.

CALCIO ITALIANO –E’ un calcio molto tattico, ma mi piace perché devi fare molti dribbling per rompere le maglie di difese così strette. Io mi sento in crescita: sto migliorando la fase difensiva che è un aspetto che mi mancava. Sono contento di fare la mezzala, ma è anche vero che mi piacerebbe giocare più vicino alla porta.

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