Intervista de Il Messaggero Veneto all’ex bianconero Paolo Poggi. L’attaccante ha parlato apertamente del momento difficile che sta vivendo l’Udinese e sul cambio di allenatore deciso dalla dirigenza.
LA SQUADRA CONTRO IL LECCE – “È giusto che un allenatore parli così, in parte sono anche d’accordo con le sue considerazioni sulla difesa. In occasione del gol subito bisogna riconoscere anche la bravura degli avversari. Secondo me tutti i centrocampisti sono risultati sottotono e in attacco non è che ci siano tante soluzioni al momento. Al di là del rigore segnato, mi è piaciuto molto Thauvin. Andrea va compreso è un passionale ed è frustrato per non vedere ricompensato con le vittorie il suo lavoro”.
SQUADRA SENZA IDENTITA’ – “C’è molta incertezza e non si vede più quel sano agonismo che era la peculiarità della squadra, specie nella prima parte della scorsa stagione. Al momento, l’Udinese è una squadra senza identità. Sottil non ha proposto nulla di nuovo a livello tattico per dare ai giocatori qualche certezza”.
LE SCELTE DELLA SOCIETA’ – “La politica della società è la stessa da sempre e difficilmente ha sbagliato. Ci sono stati anni in cui la salvezza è arrivata in extremis e potrebbe essere proprio questo il caso. Non mi preoccuperei molto su chi andremo ad affrontare ma sul come lo faremo”.
LE NOTE POSITIVE – “Se sono state perse solo tre partite vuol dire che comunque c’è una solidità di base. In fondo, se avessimo fatto qualche gol in più e saremmo qui a parlare di un altro campionato”
UN POSSIBILE RITORNO IN BIANCONERO – “Tra campo e scrivania ho fatto nove anni in Friuli. Il legame con la gente è rimasto immutato e voglio bene al Paron e a tutta la società. Un giorno chissà…”.



Io direi che manca qualità
Grande Poggi ..sbagliava con facili ma ne faceva di pazzeschi …
Grande Paolino