Gabriele Cioffi, ex allenatore dell’Udinese, è tornato a parlare della sua seconda esperienza friulana, durata da ottobre 2023 ad aprile 2024…
Le parole di Cioffi.
LA SUA AVVENTURA CON L’UDINESE. “Per prima cosa voglio ringraziare la famiglia Pozzo, che è da sempre il valore in più dell’Udinese. Nel calcio le strade si possono separare, ma non bisogna dimenticare chi ti ha dato fiducia e io non lo dimentico. Se riavvolgo il nastro tecnico, invece, va ricordato che la squadra che ho ritrovato aveva contenuti diversi da quella che avevo lasciato nel 2022. C’era tanta qualità, ma serviva un tempo in più per impattare e la principale difficoltà è stata questa: molti giocatori erano nella loro fase di crescita”.
SU LUCCA. “Io penso di avergli dato principalmente fiducia incondizionata. Anche quando le prestazioni non rispecchiavano il suo valore reale. Lorenzo ha dati incredibili dalla sua parte: è alto due metri, ma è un finto lento, adesso sta a lui passare da potenziale a campione. Per quanto riguarda l’Italia, a volte c’è di mezzo anche il destino: era stato convocato per lo stage negli USA, poteva mettersi in mostra e invece proprio in quel momento si è infortunato”.
IL RAPPORTO CON SAMARDZIC. “Con Lazar ho un buon rapporto, se non ottimo. Lui ha sofferto una stagione particolare: ad agosto, per giorni interi, sembrava già un giocatore dell’Inter, poi a gennaio è arrivato il Napoli… Per un giovane non è una situazione facile da gestire. Forse la continuità è venuta a mancare perché lo percepivo in un certo modo: un giocatore è anche emozioni, non è che si accende o si spegne a comando. E la condizione, così come la prendi veloce, è facilissima da perdere… Ci sono stati dei periodi particolari, in cui si contavano i minuti, che poi sono diventati giorni e infine mesi. Samardzic ha un grande potenziale, le voci l’hanno condizionato, ma per me può diventare speciale, un giocatore da top club”.
COSA VORREBBE CAMBIARE DELLA SUA SECONDA ESPERIENZA A UDINE? “Sono mancati punti proprio quando dovevamo e potevamo farli. Parliamo di una squadra che ha battuto Juventus, Milan e Lazio a Torino, Milano e Roma, che ha dato 3-0 al Bologna. Poi però è stata ripresa nei minuti finali in partite più abbordabili. La situazione di classifica ha pesato. Grazie alla famiglia Pozzo, Udine ha vissuto e visto un calcio e dei calciatori di alto livello, non è facile per un ambiente così ricco di storia compattarsi e lottare per la salvezza anche se il mantenimento della categoria, soprattutto nel calcio di oggi, è il bene più prezioso anche dal punto di vista economico. Ricordo per esempio che contro il Cagliari potevamo stravincere, alla fine abbiamo pareggiato, rischiando addirittura di perdere. Calciatori più esperti, magari anche con meno talento, avrebbero gestito diversamente la situazione. Comunque, c’è sempre qualcosa da imparare e da non rifare, anche quando le cose vanno bene”.
SU BIJOL. “Jaja l’ho avuto a disposizione la prima gara, poi è stato fuori quattro mesi per infortunio. Appena è rientrato, l’ho buttato subito dentro perché è uno che dà peso al reparto difensivo, anche nelle scelte e nella gestione, e poi è un centrocampista aggiunto in difesa, oltre che un grande ragazzo”.



Sinceramente spero di non vederlo più a Udine. In questa seconda tappa il fallimento della sua gestione è stato totale e se non l’avessero rimosso, saremmo quasi sicuramente in B. Senza dimenticare come se ne andò 2 anni fa