L’ex attaccante dell’Udinese Antonio Floro Flores è intervenuto sulle pagine dei colleghi de Il Messaggero Veneto. Ecco il parere espresso dall‘ex bianconero dopo il pareggio dei friulani sul campo dell’Empoli.
LA VISIONE SU MISTER RUNJAIC – “Runjaic non ha bisogno della mia opinione, ma l’ho apprezzato molto, soprattutto perché ha confermato di essere un bravo allenatore, un tecnico che ha portato idee di calcio propositivo che non si vedevano da tempo a Udine. Sa variare, non è schematico e rigido nell’uso dei moduli ed è un bene perché se sei maniacale sul modulo può diventare un problema, oltre che a diventare scontato anche per gli avversari”.
DAVIS PROMOSSO – “E’ uno che parla poco e pedala forte. Testa bassa e via. E poi gioca molto con e per la squadra, esibendo grande concentrazione”.
IL RIGORE NON CONCESSO A EMPOLI – “Non ci credevo rivedendola alla moviola. Io non ci capisco più niente su questi rigori. Senza il Var era meglio, perchè prima l’errore era accettabile, mentre col Var adesso non si accetta più. E anche giustamente, perchè se c’è un dubbio basta andare a rivedere l’episodio, e se è rigore bisogna dare rigore: ho l’impressione che il Var si stia trasformando in un problema anche per gli arbitri”.
IL RITORNO DI ALEXIS SANCHEZ – “Spero un’Udinese più cinica perché adesso spreca ancora molto e non raccoglie per quello che semina. Crea molto ma le percentuali sono basse. L’infortunio di Sanchez è di quelli tosti, l’ho avuto anch’io proprio a Udine e so cosa si passa, ma non appena rientrerà porterà il suo contributo. Il mio sogno sarebbe di vedere lui e Deulofeu ai fianchi di una prima punta. Sarebbe un grandissimo tridente. So che Gerard se la sta passando brutta, ma ha anche tantissima voglia di tornare e io lo spero per lui”.
IL GENOA – “Hanno trovato un risultato e si presenteranno carichi. Peccato però per Gilardino perché mi piaceva molto come schierava la squadra, anzi mi aveva entusiasmato prima con la promozione e poi con la salvezza. Alberto aveva fatto qualcosa d’importante impostando un percorso di crescita, ma come spesso accade l’allenatore paga le responsabilità della società, che in questo caso sono legate alla cessione di giocatori importanti”


