Lucca: “Se mi guardo indietro mi sento un calciatore diverso: la continuità trovata a Udine mi ha fatto bene”

Il centravanti bianconero in intervista a Sportweek: "Mi alleno con un preparatore per migliorare di testa, ma devo perfezionare l'uso del sinistro"

Lunga intervista sulle pagine di Sportweek, settimanale de La Gazzetta dello Sport, a Lorenzo Lucca: ecco un estratto delle dichiarazioni del centravanti dell’Udinese.

LA CONTINUITA’ IN BIANCONERO – “La continuità nel giocare, la stima e la fiducia del club, che mi ha aiutato nel sopportare gli errori, e l’anno scorso ne ho commessi tanti. In questa stagione spero di sbagliare di meno, ma sbaglierò comunque, e sapere che chi ti sta intorno non ti crocifigge diventa importante. Altra cosa, all’Udinese mi hanno spinto a lavorare sempre di più: a fine allenamento mi metto tirare da tutte le posizioni. Ne farò 20 o 30 a sessione, ma a fine stagione diventeranno più o meno cinquemila. E sono sicuro che avranno un peso. Penso che questo sia per me un anno fondamentale. Sono arrivato in alto in ritardo ed è stata colpa mia: nessuno crede in te più di te stesso, e se vuoi davvero qualcosa, sta’ sicuro che la otterrai ma era destino e non rimpiango le scelte che ho fatto, perché sono sempre state mie, non di mio padre, mia madre o di un procuratore. Io ho scelto di venire a Udine, come io ho scelto di ripartire dalla Promozione. E forse, se non avessi fatto quel passaggio, oggi non sarei qua”.

UN CALCIATORE DIVERSO –  “Se guardo le mie partite di quattro anni fa e le metto in confronto a quelle di oggi, vedo un calciatore diverso. Profondamente diverso. Prima mi ‘perdevo’ durante la partita, staccavo la testa dal gioco e finiva che non ero capace di trasformare in gol la palla buona. Adesso sono molto più concentrato, attento, partecipe dal primo all’ultimo minuto”.

COLPO DI TESTA – “Ho un mio preparatore personale con cui lavoro tutti i giorni, prima o dopo l’allenamento della squadra. Con lui faccio lavori di forza o di mobilità. Poi, man mano che ci avviciniamo alla partita, provo sul campo le situazioni di gioco, compresi i cross dalle fasce, oppure guardo i video dei miei compagni per annotare in quale punto dell’area mettono più spesso la palla. Insomma, curo i dettagli. E questo mi permette a ogni partita di aggiungere qualcosa al mio repertorio. Non penso di essere una perla rara, ma è vero che rispetto agli altri ho un fisico e delle qualità tecniche e di gioco aereo particolari”.

IL SINISTRO DA MIGLIORARE – “L’uso del sinistro, piede sul quale sto però lavorando tanto. E devo usare ancora meglio il corpo, mettendolo tra il difensore e la palla, in modo da nasconderla”.

LA NAZIONALE – “Non mi basta la convocazione, punto a essere titolare in Nazionale. Io sono convinto di poter fare grandi cose, ma nel mio ruolo vedo molta concorrenza, a partire da quella portata da Scamacca e Retegui, due ‘nove’ molto forti che, rispetto a me, giocano in un top club come l’Atalanta. In questo momento mi stanno davanti, ma penso che per ma sia solo questione di tempo e di lavoro duro”.

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1 anno fa

Molto meglio Beto. Venduto perché la carriola di soldi era piena. Vero Gino Pozzo.?

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