Gokhan Inler, ex calciatore e attuale responsabile dell’area tecnica dell’Udinese. è stato ospite della trasmissione Radio TV Serie A…
Le sue parole.
SUL SUO RUOLO. “Questo nuovo ruolo è iniziato velocemente. Ho iniziato ufficialmente dal primo di luglio ed è stato bellissimo. I ragazzi hanno bisogno di un sostegno e dell’esperienza che ho avuto durante il mio percorso da giocatore. Adesso è sicuramente un lavoro diverso rispetto a quando ero in campo, è un altro mondo. A me piace perché c’è sempre da fare. Ho sempre avuto l’obiettivo di dare il mio contributo ai ragazzi per renderli mentalmente pronti, perché alla fine conta solo la partita. Il mio compito è risolvere il punto di domanda dell’allenatore e dei ragazzi”.
IL FATTO DI ESSERE UN EX CALCIATORE LO AIUTA A INTERAGIRE CON LA SQUADRA?. “Per me è fondamentale stare vicino alla squadra. Prendere le informazioni giuste per agire, per capire se ci sono momenti positivi o negativi da risolvere. Sono cresciuto molto con il passare del tempo, ma la fame di vittoria è sempre la stessa. Per loro è un inizio e l’Udinese è una società dove c’è l’opportunità di fare un bel calcio”.
SUL CALCIO SVIZZERO. “In Svizzera ci sono tante persone come me, arrivate dalla zona dei balcani. Io però sono nato in Svizzera perciò ho una mentalità un po’ svizzera. Questo mi ha dato un DNA preciso che ho portato nella mia carriera. Con la Nazionale abbiamo tanti bravi ragazzi e giocatori forti come si è visto negli ultimi 15 anni”.
SU UDINE E L’UDINESE. “Udine è una piazza per i giovani, ma abbiamo anche giocatori più esperti. Abbiamo un bel mix, secondo me questa Udinese sta migliorando sempre di più, anche a livello di strutture e di analisi di dati tecnici, tattici e fisici. Mi fa piacere portare la mia esperienza a loro, anche perché ho giocato qui in passato. Può essere ci sia meno pressione rispetto ad altre piazze, ma l’Udinese è un marchio importante, non è un caso che sia in Serie A da trent’anni. La pressione dobbiamo crearla noi assieme ai tifosi per vincere ogni partita. Non accetto che la gente venga qui solo per passeggiare. Voglio aiutare i ragazzi a fare una grande carriera”.
SU MARINO, DE BIASI E GUIDOLIN (I SUOI ALLENATORE DURANTE LA SUA ESPERIENZA DA CALCIATORE IN BIANCONERO). “Ho avuto belle esperienze con tutti gli allenatori che ho avuto a Udine. Marino curava sempre i dettagli, con lui avevamo tante competizioni. Per lui non è stato facile perché eravamo tanti in rosa. C’erano 30/40 giocatori e c’era tanta competizione, In tre ruoli avevamo circa undici giocatori. Ho cominciato a giocare con lui ed è stato molto importante. Con De Biasi siamo stati circa due mesi, non troppo, ma era sempre energetico. Guidolin era un pignolo, curava ogni dettaglio e anche io sono uno così. Lui si è ambientato bene e poi si sono visti anche i risultati”.
SU SANCHEZ. “Io e Alexis siamo cresciuti insieme, lui è un vincente, vuole sempre vincere e ha fatto una bellissima carriera. Non molla mai è questa è la cosa che mi piace di lui”.
COM’ERA INLER DA GIOCATORE? “Io sono un destro naturale, ma con il sinistro facevo più fatica. Quando giocavo con gli amici cercavo di usare solo il sinistro per migliorare. Quando provi a giocare con il piede più debole vedi e pensi in maniera diversa. Mi sono allenato tanto anche con il muro per migliorare con tutti e due i piedi. Mi allenavo anche sui tiri, di destro, di sinistro, da lontano. Guardavo anche i portieri che avevo di fronte, ma la cosa più importante era concentrarsi sul far uscire al meglio le conclusioni perché durante la partita non c’è tanto tempo per pensare”.
LE DIFFERENZE TRA UDINESE E NAPOLI. “Napoli è una piazza caldissima. Loro vivono per il calcio. L’aspetto più importante è quello mentale. Io ero più in casa a concentrarmi e a riposarmi, cercavo di prepararmi al meglio perché bisogna vincere ogni partita. Durante la mia esperienza azzurra ho avuto Mazzarri e Benitez come allenatori. Mazzarri è scatenato, lavora molto sulla tattica. Quando sono arrivato mi ha aiutato tanto per inserirmi nella squadra. Benitez cura anche tanto le statistiche e i numeri. Anche lui è programmato, come uno svizzero si può dire. Ho importante molto da entrambi”.
LA VITTORIA DELLA PREMIER LEAGUE CON IL LEICESTER. “La vittoria della Premier con il Leicester nel 2016 è stata una storia bellissima. Avevo parlato con Ranieri prima di andare lì perché anche a quella squadra serviva un leader da accompagnare al gruppo e lui mi ha convinto. Ho visto e imparato il calcio in un’altra maniera, giocando poco. I ragazzi che giocavano nel mio ruolo non hanno mai mollato, come me. Tutti mettevano il massimo e io davo il mio meglio per aiutare i ragazzi. I miei compagni mi hanno sempre trattato con molto rispetto, però alla fine ha vinto il gruppo. Nonostante abbia vissuto il calcio da fuori e abbia perso la Nazionale, in quell’anno ho avuto comunque l’opportunità di vincere quel trofeo”.
GLI OBIETTIVI DEI BIANCONERI. “Runjaic ha il suo stile. L’80% della squadra è simile alla scorsa stagione. Abbiamo preso qualche giovane di prospettiva. L’anno scorso è stato complicato per tutti, ma siamo ancora qui. Una società come l’Udinese merita di essere qui in questa posizione. Il nostro obiettivo è creare un DNA preciso, stiamo lavorando duramente ogni giorno per stabilire la mentalità giusta e vincente. Il lavoro c’è e i giocatori anche, ma bisogna alzare l’asticella. Non mi piace la comfort zone. Così si va avanti e si crea un ambiente diverso. Lo scouting è la forza di questo club e ora vedendola da dirigente capisco molto determinate dinamiche. Si tratta di un lavoro accurato e molto importante perché alla fine arrivi su punti veramente precisi prima di acquistare un giocatore. La società si alimenta con questa caratteristica, si investe quando siamo sicuri. Ringrazio sempre il Presidente per questo e sono contento che possiamo lavorare assieme”.



Con Gigino siamo il teatrino della serie A 🌠🌠🌠🌠😭
DNA finanziario e basta 🤣🤣😂😂🤣🤣👎🙏✋
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Udinese, deadline del mercato in vista: poche uscite, una sola entrata
Leggete le ultime dieci righe dell’articolo ✋
COMUNQUE VE KO RIPORTO IO
Il fatto che nessun movimento in entrata degno di nota sia stato portato a termine, operazioni dell’ultimo minuto a parte, è però sintomo di un mancato interesse verso quel tanto atteso salto di qualità.
Diciamo che da quando il Paron ha lasciato al figlio l’udinese non siamo più stati competitivi in nulla solo restare in serie A da trent’anni ultimamente lato sx la classifica.
Galleggiando sopra la terzultima per fortuna o altro.
Poi il figlio si è messo in Spagna Granada ecc poi Watford Inghilterra e noi abbiamo visto il tutto.
Giocatori comprati a uno e venduti a due tre ecc.
I giocatori più forti venduti quasi ogni campionato, senza puntellare la squadra per raggiungere mete migliori, vedi Atalanta ecc.
Presi allenatori al risparmio come i giocatori, cosa che con il Paron non succedeva Spalletti Zaccheroni ecc.
Pozzo jr ha girato giocatori al Watford come noi abbiamo preso giocatori da loro pagati tanto, kamara kabasele ecc. dal rendimento scarso o giocatori forti Davis ma che si spacca sempre ecc.
Ora che servono esterni compriamo altro .
Pozzo jr guadagna solo così facendoci restare in serie A ma non puntando più in alto perché se puntassimo in alto ci abitua bene e dovrebbe pensare solo all’Udinese e non al Watford.
Con le due società lui fa contenti tutti specialmente le sue tasche , ma penso che il tifoso come me che sa cosa vuole dire competizione sportiva no .
Comunque il tempo è galantuomo ci dira il tutto però o prima o poi la corda si spezza e tanto più tanti tifosi ✋
E IL PARON RIUSCIVA A TENERE I CONTI IN ORDINE SOLO CON L’UDINESE ✋
L’Udinese è GIÀ vincente!
Il 10° È il suo Scudetto.
Non c’è altro perché non si può avere altro, e quel che c’è è obiettivamente il massimo a cui può aspirare e ottenere.
Non puoi finire sopra Roma e Milano che per dimensioni interessi è potere sono imparagonabili. Quindi togli 4.
Al gruppetto si è aggiunta l’Atalanta (appoggiata dal fondo pluri miliardario Bain Capital) che sta a 50km da Milano e oramai ne È diventata parte anche con Orio al Serio in pratica terzo aeroporto cittadino, è di fatto come Malpensa che è considerato Milano, sebbene a momenti stai in Piemonte (e al terminal in cui generalmente ti mandano a fuoria di camminare ci arrivi 😆). -5
A proposito di Piemonte, la Giuventus razza di fenomeni. E togli 6.
Non puoi dimenticare Napoli per agglomerato urbano e bacino di tifosi, gli fai ciao ciao con la manina. E togli 7.
A quel punto hai Fiorentina per storia dimensioni e tradizione e Commisso super mega miliardario e Bologna ovviamente con Saputo altro miliardario e siamo a 9.
Hanno ottenuto la Finale di Super Coppa Europea, un premio per tutto oltre allo Stadio Nuovo!
Io non so che xaxxo di luna nel pozzo certa gente stia cercando 😆
Non c’è altro. Ed è obiettivamente tantissimo.
Compreso Watford 💶💶💶💶✋
10 milioni Brenner 19 mln kamara ecc, e si …………….ultime parole
La società si alimenta con questa caratteristica, si investe quando siamo sicuri. Ringrazio sempre il Presidente.
PAROLA PAROLE PAROLE FUMO FUMO FUMO
Comprate giocatori a 1 e vendete a 2 o 3 , se va bene a parametri zero, per poi rivendere e sopra la terzultima in serie A se fortunati parte dx in classifica e 30 anni in serie A .
Competizione finanziaria e basta con due società.
🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣✋
Si vede 🤣🤣🤣🤣👎