Di Natale: “Ho sempre voluto chiudere la mia carriera a Udine. Non mi sono mai pentito di quella decisione”

Le parole dell'ex attaccante e bandiera dell'Udinese in un'intervista rilasciata a "La Gazzetta dello Sport"

Totò Di Natale, storica bandiera dell’Udinese, ha parlato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Tanti i temi t0ccati dall’ex attaccante bianconero e della Nazionale italiana…

Le sue parole.

I SUOI INIZI ALL’EMPOLI.Ā “Ricordo ancora il primo viaggio in treno, da Castello di Cisterna a Empoli da solo. Avevo tredici anni. Ho avuto la fortuna di incontrare uomini che mi hanno formato e mi hanno consentito di diventare ciò che sono stato”.Ā 

UN CONSIGLIO PER I GIOVANI.Ā Siate ciò che volete essere, evitando di dare ascolto ai familiari dal punto di vista calcistico perchĆ© chiunque pensa di avere un Maradona in casa. Divertitevi, impegnatevi, allenate il talento se ce l’avete oppure immergetevi nella fatica. Credetemi che vi farĆ  bene”.Ā 

UNO DEI PIU BELLI ESEMPLARI DEL CALCIO ITALIANO DEL TERZO MILLENNIO.Ā “Ma anche uno che quando arrivò in Nazionale, la prima volta, vide a tavola tutti assieme Del Piero, Totti, Montella, Inzaghi, Cannavaro, Maldini, Buffon, Nesta e disse: e io che ci faccio qua?”.Ā 

SULLA DONATELLO. “Nel 2013 si trovò in difficoltĆ , mi chiamò Simone Ronco e mi tirò dentro. Ora sono il presidente di una azienda piena di sentimenti e con una sessantina di persone che si industriano affinchĆ© si possa costruire qualcosa, anche una speranza: ci sono più o meno 230 ragazzi, tre campi di calcetto a nove, uno invece ĆØ regolamentare, lavori di ristrutturazione rifatti e Renato, il segretario, ha 90 anni e da 37 sta qua. Siamo un’impresa romantica”.Ā 

LA DONATELLO PRODUCE MOLTI TALENTI. “Meret ha cominciato qui. Anche Scuffet, Vicario, Petagna, Crisetig, Padoin. C’è una tradizione che va avanti, principi che resistono: io lasciò libertĆ , tanta, intervengo solo se serve. Vivo a Empoli, ma ogni due settimane abbiamo una riunione, ci confrontiamo, verifichiamo le necessitĆ  e le urgenze”.Ā 

NEL 2010 SEGNA 29 GOL E VIENE CHIAMATO DA DIVERSI TOP CLUB COME NAPOLI, JUVENTUS, CITY E FIORENTINA, MA HA SCELTO DI RESTARE ALL’UDINESE.Ā “Avevo appena firmato il rinnovo con l’Udinese e non ho mai avuto la tentazione di tradire quell’accordo con Giampaolo Pozzo. Non mi sono mai pentito di quella decisione. Volevo stare a Udine, chiudere qui la mia carriera. CosƬ ĆØ andata”.Ā 

209 GOL IN SERIE A, SESTO NELLA CLASSIFICA MARCATORI ALL TIME.Ā “A me non piace raccontarmi. Sono fiero di essermi realizzato, vorrei accadesse a qualcuno di questi ragazzi adesso per avvertire quel senso di appagamento di averli in qualche modo aiutati. Noi adulti abbiamo il dovere di inviare i giusti messaggi”.Ā 

L’ALLENATORE CHE HA SEGNATO DI PIƙ IL SUO PERCORSO. “ā€œSilvio Baldini, che all’Empoli ha indicato la via giusta a me, ai Marchionni, ai Maccarone e a chi inseguiva il grande calcio”.Ā 

IL MIGLIOR CALCIATORE SECONDO LUI.Ā “Baggio. Penso che nessuni abbia da ridire qualcosa”.Ā 

NELLA SUA CARRIERA, DI NATALE HA RICEVUTO QUALCOSA IN MENO DA QUELLA SEDUCENTE GENIALITƀ? “Penso persino l’esatto contrario: ho ottenuto più di quanto pensassi, ritengo di essere stato fortunato, ho avuto in rapporto al mio valore e sono assolutamente soddisfatto della mia carriera”.Ā 

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