I colleghi de Il Messaggero Veneto hanno intervista l’ex difensore e capitano dell’Udinese Franco Bonora in vista della prossima sfida in casa del Lecce. Si tratta di un doppio ex della sfida visto che Bonora è stato storico capitano dell’Udinese tornata in A nel 1979, ma ha giocato anche con i giallorossi salentini chiudendo la carriera con la maglia del Lecce giocando in Serie B dal 1979 al 1981. Questo un estratto delle sue dichiarazioni.
MANCA UN TERZINO DI SPINTA – “Solet mi ricorda Fellet, e Thauvin quel creativo di Vriz. Runjaic ha trovato il sistema di gioco giusto per fare crescere e rilanciare l’Udinese, ma per decollare serve un terzino di spinta come era il nostro Mariano Riva”
IL PARAGONE SOLET-FELLET – “Ho paragonato Solet a Fellet perché il francese appare quasi sempre insuperabile, proprio come lo era Fulvio. Allora si giocava col libero, ruolo che faceva uno dei due centrali della difesa a quattro. Io e Fanesi eravamo i due marcatori sulle punte avversarie che indirizzavano gli attaccanti e giocavamo nell’uno contro uno come fa oggi l’Atalanta di Gasperini. E se passava qualcuno ci pensava l’insuperabile Fellet a prenderlo. Per struttura fisica, potenza e recuperi Solet me lo ricorda proprio”.
THAUVIN – “Il francese sta giocando veramente bene ed è un vero catalizzatore perché sa gestire il pallone come nessun altro e va alla conclusione, ma soprattutto non fa passaggi inutili e fini a se stessi perché vuole incidere col suo estro. Ha un sinistro molto tecnico e credo che Thauvin trovi assoluto vantaggio nel giocare in questo 4-4-2 perché è libero di svariare e ripiega a piacimento e non a comando. Anche per questa interpretazione mi ricorda il nostro Vriz che era il trequartista mancino di fantasia che giocava dalla metà campo in avanti, con Gigi Delneri che presidiava la mediana con la stessa autorità riconoscibile a Karlstrom”.
SERVE UN TERZINO CHE SAPPIA ANCHE ATTACCARE – “Un terzino di spinta. Kamara fa il suo, ma giocando a quattro il terzino deve anche spingere e sostenere le folate offensive. Ecco, diciamo che Mariano Riva era il nostro Theo Hernandez di allora e uno come lui lo vedrei molto bene per far decollare l’Udinese”.


