A volte vorresti che sparisse dalla tua vista, ma se non ci fosse non si farebbe nulla: che cos’è? L’arbitro. CalcioComo.it ha deciso di intervistare uno che può spiegarci qualcosa in merito. Parliamo di Massimo Dotto, che ha arbitrato campionati giovanili, poi ha fatto l’osservatore arbitrale fino alla Serie D, nel 2014 ha lasciato l’AIA per motivi familiari e ora si dedica alla divulgazione online.
Massimo, argomento a piacere: parti dal problema collegato agli arbitri secondo te più sentito dai tifosi.
“Parto dalla radice. C’è enorme ignoranza. Chi mai ha studiato davvero il regolamento del gioco del calcio? Eppure tutti ne parlano. Quindi la cosa più urgente da fare è una comunicazione seria e corretta sull’argomento, dedicata non solo ai tifosi ma anche agli addetti ai lavori. Purtroppo a molti giornali e tv non interessa, perché per loro non è importante che la gente capisca, piuttosto vogliono che la gente parli, si arrabbi, quindi fanno commentare gli episodi a persone che alla competenza mettono davanti la ‘sintonia’ con lo spettatore. E quindi si propongono soluzioni come quella del VAR a chiamata che sembrano semplici e che magari risolverebbero un problema contingente, ma ne andrebbero a creare altri“.
Una delle soluzioni “semplici” che vengono sponsorizzate ultimamente è l’intervento del VAR sulle seconde ammonizioni.
“Sì, ma ti faccio un esempio-limite. E’ più importante una seconda ammonizione al 90′ con risultato già deciso, oppure una prima ammonizione al 5′ per un centrale difensivo? Per non parlare del tempo in più che si perderebbe per controllare ogni contrasto fatto da un giocatore già ammonito. E poi comunque ci sarebbero polemiche perché magari in una doppia ammonizione il secondo giallo è giusto ma il primo non lo era“.


