L’allenatore dell’Udinese Kosta Runjaic ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Sport1. Il tecnico bianconero è tornato a parlare del “Caso Lucca”, ma non solo…
Le sue parole.
SULL’EPISODIO DEL RIGORE DI LUCCA CONTRO IL LECCE. “Guardate le immagini, sono stato calmo per tutto il tempo. Dovevo ancora reagire…Un giocatore non può decidere da solo. Così l’ho sostituito, ma ha calciato il rigore perfettamente. Lo stesso Lucca ha citato il ritornello di una canzone italiana per spiegarsi. Una bellissima tra l’altro, di Lucio Corsi. Un’intuizione tardiva, ma importante”.
COME HANNO REAGITO I COMPAGNI DI SQUADRA? “Penso che i ragazzi abbiano reagito con calma a questa situazione inaspettata. Era importante anche che continuassero a giocare concentrati dopo l’1-0 e la sostituzione. L’atmosfera sugli spalti e in campo era esplosiva”.
QUANDO UN CALCIATORE HA FIDUCIA IN SÉ STESSO È POSITIVO, MA…“Sì, ma una squadra può avere successo solo se tutti seguono le regole. Penso che adesso sia chiaro a tutti. Di solito cerco di risolvere le situazioni difficili con calma ed empatia. Ma lavoro con venticinque giovani uomini e ci sono sempre momenti critici in cui devo ricordare in modo chiaro e incisivo a ciascuno gli obiettivi comuni. È importante risolvere queste situazioni in modo tale che non rimanga alcun risentimento”.
NE AVETE PARLATO IN SPOGLIATOIO? “Naturalmente, tutti i soggetti coinvolti hanno parlato tra loro. Abbiamo fatto la discussione necessaria nello spogliatoio e ho anche fatto l’annuncio necessario: ora è tutto fatto e spolverato. Un dettaglio, niente di più. La questione è risolta”.
COME MAI HA DECISO DI ACCETTARE L’UDINESE. “La proprietà dell’Udinese era venuta a conoscenza del mio lavoro. Non essendo mai andato oltre il dodicesimo posto in Serie A negli ultimi dieci anni, la società friulana ha deliberatamente cercato qualcuno al di fuori del panorama calcistico italiano che potesse proporsi all’incarico con idee nuove e fresche”.
QUANTO SI RITIENE SODDISFATTO DELLA SUA ESPERIENZA FINO A ORA CON I BIANCONERI. “Rispetto agli scorsi anni, siamo in una posizione decisamente migliore in termini di punti e statistiche, come il possesso palla. Quindi ci stiamo muovendo nella giusta direzione. Siamo lungo il percorso, ma il tratto più lungo deve ancora arrivare”.
LA SERIE A STA SOFFRENDO IN EUROPA NELL’ULTIMO PERIODO…“Per me ha sofferto solo in casi isolati. Nel complesso, la Serie A resta uno dei quattro campionati più forti al mondo. Basta ricordare come l’Atalanta ha dominato il Leverkusen nella finale di Europa League della scorsa stagione. Il campionato continua a dettare le tendenze, soprattutto in termini di tattica: che si tratti dell’Atalanta con la sua marcatura a uomo radicale su tutto il campo o dell’Inter, dove i difensori si spostano deliberatamente in posizioni offensive quando sono in possesso di palla. Ogni partita qui è molto impegnativa da preparare per un allenatore”.


