Un’intervista intima e ricca di aneddoti quella rilasciata da Franco Causio, ex fuoriclasse dell’Udinese, ai microfoni della Gazzetta dello Sport. L’ex calciatore, oggi 76enne, ha ripercorso alcune tappe fondamentali della sua carriera e della sua vita, mettendo al centro l’esperienza in Friuli e il legame con la Nazionale, in particolare con il commissario tecnico Enzo Bearzot.
Quel Mondiale indimenticabile e la celebre partita a scopone
Tra i momenti più iconici ricordati da Causio, spicca la celebre partita a scopone con Pertini, Bearzot e Zoff durante il Mondiale 1982 in Spagna: “È un ricordo fantastico. Vincemmo anche lì, io ero in coppia con Bearzot”, racconta. Una foto che ha fatto il giro del mondo e che ancora oggi rappresenta uno dei simboli più forti di quell’Italia campione del mondo. Ma il ricordo più emozionante resta l’ingresso in campo nei minuti finali della finale di Madrid: “Mi mandò in campo a due minuti dalla fine. Fu la cosa più bella: tornare in Nazionale e chiudere così.”
La scelta dell’Udinese e l’amicizia con Bearzot
Proprio il rapporto con Bearzot fu decisivo per la sua scelta di trasferirsi in Friuli nel 1981. Causio rivela: “Mi incitò a scegliere l’Udinese. Era una squadra in crescita e quella fu una fase importante della mia carriera.” Dopo l’addio al calcio giocato nel 1986, l’ex azzurro tornò a Lecce, ma fu una visita a Gianpiero Marchetti ed Enzo Ferrari a convincerlo a vestire la maglia della Triestina, con cui concluse il suo percorso da calciatore.

Vita dopo il calcio: tv, Friuli e… Brasile
Conclusa la carriera, Causio ha trovato nuovi stimoli nel mondo della comunicazione: “Fare il commentatore televisivo era ciò che più mi piaceva”, afferma, ricordando con affetto la collaborazione con Massimo Corcione a Sky. La serenità del Friuli lo ha poi spinto a restare, anche se il richiamo del Brasile – dove conobbe la moglie a Rio de Janeiro – lo ha accompagnato negli anni: “Andai per una partita e restai quattro mesi. Il Brasile era nel mio destino.”
Ora Causio ha deciso di lasciare il lavoro, ma non le passioni: “Se mi chiamano per parlare alla gente, lo faccio sempre con piacere”. Un testimone vivente di un calcio che non c’è più, ma che continua ad affascinare.



Oggi sulla gazzetta dello sport.. una pagina dedicata a lui.. 😊 😊 😊
Un barone friulano mi piace.