Marcolin: “L’Udinese si è presa una pausa di riflessione, ma adesso…”

Le parole dell'opinionista di DAZN in un'intervista rilasciata al "Messaggero Veneto"

Dario Marcolin, ex calciatore e attuale opinionista di DAZN, ha commentato il momento difficile dell’Udinese in un’intervista rilasciata al ‘”Messaggero Veneto”…

Le sue parole. 

SUL PERIODO NEGATIVO DEI BIANCONERI E LA SCONFITTA CONTRO IL MILAN. “L’Udinese si è presa una pausa di riflessione, ma adesso è tempo di ritrovare la propria identità. Contro il Milan ho visto una squadra meno solida in fase difensiva, più ‘leggera’ del solito. L’Udinese vista contro il Milan non ha convinto nel reparto arretrato. Più che soffermarmi sui quattro gol incassati, sottolineerei la facilità con cui i rossoneri sono riusciti a ripartire: non è da Udinese concedere così tanti spazi. In una lotta salvezza, ci si aspetta un atteggiamento più accorto, mentre la squadra è apparsa troppo leggera. Emblematica, in tal senso, l’azione del primo gol: Leao ha potuto calciare indisturbato dal limite dell’area. Eppure, quando si muoveva sulla fascia, vicino alla panchina di Runjaic, sia Ehizibue che Kristensen erano pronti al raddoppio. Va anche detto, però, che l’Udinese ha affrontato forse il miglior Milan della stagione: compatto, organizzato e con pochissimi spazi concessi”.

SU LUCCA E THAUVIN. “In fase offensiva, l’Udinese fa molto affidamento su Thauvin, un giocatore con qualità che poche altre squadre possono permettersi. Quanto a Lucca, nella sfida contro il Milan ho notato due elementi: ha ricevuto pochi palloni giocabili ed è stato ben controllato dalla difesa avversaria. È rimasto ai margini del gioco. Sta attraversando un momento di flessione? Più che altro, sembra pagare la fatica: ha tirato la carretta fin qui, e ora appare un po’ affaticato”. 

SU OKOYE E ATTA. “Sul secondo gol del Milan, un portiere con la struttura fisica di Okoye dovrebbe uscire con decisione e intervenire. In mezzo al campo, invece, Atta si è fatto notare: è dinamico, si muove tanto e prova sempre a creare qualcosa. Ha corsa, personalità e un raggio d’azione importante. Per rendere al meglio, ha bisogno di stare nel vivo del gioco e di toccare spesso il pallone”. 

Redazione

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