Giornata speciale per Stefano Fiore, che festeggia oggi i suoi 50 anni e ripercorre, in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, le tappe più importanti della sua carriera. Tra queste, un posto privilegiato è occupato dal biennio vissuto a Udine, tra il 1999 e il 2001, esperienza che lo rilanciò ai vertici del calcio italiano e gli spalancò le porte della Nazionale.
“Nel 1999 mi comprò l’Udinese. Entrai nello scambio che portò Marcio Amoroso in Emilia. Loro ci hanno sempre visto lungo, presero tanti soldi e vollero me”, ha raccontato Fiore, sottolineando l’intuito della dirigenza friulana nel valorizzare i talenti. Un’operazione che si rivelò un capolavoro anche dal punto di vista economico: “Segnai 18 gol in due stagioni, conquistai la Nazionale e poi l’Europa con Dino Zoff. L’Udinese mi rivendette alla Lazio per una plusvalenza pazzesca: 50 miliardi di lire”.
Quel periodo fu fondamentale per la sua crescita e affermazione come mezzala moderna, capace di inserirsi, costruire gioco e segnare, come dimostrano le sue prestazioni con la maglia azzurra, in particolare all’Europeo del 2000, dove Fiore si mise in luce con giocate di classe e gol pesanti.
Oggi, guardando alla Serie A attuale, Fiore indica chi potrebbe raccoglierne l’eredità stilistica e tecnica: “Dico Reijnders. È molto tecnico, sa fare tante cose, e secondo me è il centrocampista più completo del nostro campionato”, ha detto, individuando nel giocatore olandese del Milan un profilo simile al suo per visione, duttilità e capacità realizzativa.
Un paragone che racconta non solo il talento di Reijnders, ma anche il valore e l’impronta lasciata da Fiore nel calcio italiano, in particolare in quel passaggio chiave a Udine, dove tutto è iniziato.



Mi sembra di noooooo 😂😂
Ero innamorata di lui quando giocava a udine 🙏🙏