Simone Pafundi, classe 2006, è uno dei nomi più promettenti del calcio italiano. Cresciuto nel vivaio dell’Udinese e già noto agli appassionati per il suo precoce debutto nel calcio dei grandi, il fantasista si è aperto ai microfoni di Vivo Azzurro TV, ripercorrendo alcuni dei momenti più significativi della sua giovane carriera.
“Eravamo in pullman, a Napoli. Il telefono vibra, era Corradi, allora CT dell’Under 17. Mi chiese se avevo qualcosa da dirgli. Io risposi di no. E lui: ‘Mancini ti ha convocato’”, ha raccontato Pafundi, ricordando con emozione il momento in cui seppe della sua prima convocazione in Nazionale maggiore.
Emozioni e crescita: dai grandi all’Under 20
L’esordio con l’Italia dei grandi è un ricordo che il talento friulano custodisce gelosamente: “Ero molto teso, ma appena sono entrato in campo, ho pensato solo a godermi il momento. L’ansia è scomparsa”. Un debutto precoce, simbolo di una fiducia riposta da Roberto Mancini in un ragazzo dotato di tecnica, visione e personalità fuori dal comune.
La sua crescita è proseguita anche attraverso esperienze importanti a livello giovanile, come il Mondiale Under 20 e l’Europeo Under 19. Due tornei che, pur non essendo culminati con una vittoria, hanno rappresentato tappe formative decisive: “Il Mondiale è stato fantastico, c’era un gruppo favoloso. L’Europeo, invece, è stata una batosta. Non meritavamo di uscire in semifinale”, ha spiegato con sincerità.
Focus sull’Europeo Under 21: “Siamo forti e lo dimostreremo”
Ora però l’attenzione è tutta rivolta al presente, con lo sguardo puntato all’Europeo Under 21. Pafundi non nasconde l’ambizione del gruppo azzurro: “Sappiamo di essere una squadra forte, possiamo fare grandi cose. E lo dimostreremo”. Una dichiarazione di intenti che trasmette la convinzione di un giovane già pronto per prendersi nuove responsabilità.
L’obiettivo più grande? Tornare con i grandi
Nonostante la giovane età, Pafundi ha già ben chiaro il sogno più grande: “Tornare in Nazionale maggiore”, ha confessato. Un traguardo ambizioso ma realistico, considerando il suo percorso e il potenziale tecnico ancora in fase di sviluppo.
Nel frattempo, l’Udinese si gode un talento di casa, cresciuto nel settore giovanile e capace di rappresentare una risorsa preziosa anche per il futuro della Prima Squadra, ammesso e non concesso che gli venga concesso un po’ di tempo in campo e un utilizzo con maggiore continuità.
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