Il 28 maggio 1978 segna una delle date più memorabili della storia dell’Udinese Calcio. Quel giorno, al termine di una stagione dominata dall’inizio alla fine, i bianconeri conquistarono la promozione in Serie B dopo ben 14 anni trascorsi in Serie C, battendo la Pro Vercelli per 2-0 davanti a un Friuli gremito con quasi 20.000 tifosi.
Un campionato trionfale con numeri da record
Sotto la guida di Massimo Giacomini, l’Udinese impose un dominio netto e costante, costruendo il proprio ritorno tra i cadetti con anticipo e senza tentennamenti. La vittoria contro la Pro Vercelli, firmata da De Bernardi al 15′ e Ulivieri al 37′ della ripresa, sancì matematicamente la promozione con due giornate d’anticipo.
Il distacco finale sulla JuniorCasale – avversario diretto fino a gennaio – fu di otto punti, mentre il bottino complessivo toccò quota 58 punti, un record per la categoria. Le sconfitte furono solo due: una contro proprio la JuniorCasale, e l’altra contro il Sant’Angelo, a promozione già in cassaforte.
Un mese da leggenda: Coppa Italia e Torneo Anglo-Italiano
Il traguardo della Serie B non rappresentò però il culmine, bensì l’inizio di un periodo irripetibile nella storia friulana. Dopo il 28 maggio, l’Udinese continuò a mietere successi. Il 17 giugno 1978, Bonora e compagni alzarono la Coppa Italia di Serie C, e il 28 giugno conquistarono anche il prestigioso Torneo Anglo-Italiano, battendo in finale il Bath City.
Quei successi contribuirono a rafforzare l’identità di un gruppo compatto, destinato a entrare definitivamente nella leggenda del club.
L’anno dopo, la storica ascesa in Serie A
Il cammino trionfale non si fermò alla Serie B: la stagione 1978/79 segnò un altro capitolo storico, con l’Udinese che completò il “doppio salto”, tornando in Serie A dopo ben 17 anni di assenza. Una scalata impressionante, costruita su una base solida e su un progetto sportivo capace di coniugare talento, organizzazione e passione.
Quella squadra, costruita con intelligenza e guidata da un allenatore capace come Giacomini, rappresenta ancora oggi un simbolo dell’identità friulana nel calcio italiano.


