Dino Fava Passaro, ex attaccante dell’Udinese tra il 2003 e il 2005, interviene nel dibattito sulla possibile cessione del club friulano al fondo americano. In un’intervista rilasciata al Gazzettino, l’ex bomber ha espresso forti perplessità sull’addio della famiglia Pozzo, che guida la società da quasi quarant’anni, con una visione chiara e risultati tangibili.
“Non entro nel merito della trattativa, ma sarei molto dispiaciuto se i Pozzo si mettessero da parte. Conosco il loro attaccamento alla squadra della loro terra. Gianpaolo Pozzo è davvero il primo tifoso dell’Udinese.” Fava sottolinea quanto la figura del patron abbia significato per il calcio italiano in generale, ricordando l’impegno anticipatore nella battaglia per l’introduzione della tecnologia arbitrale: “Nel 2006 aveva già commissionato al CNR di Bari una tecnologia innovativa, testata in campionato. È stato un pioniere anche in questo.”
La sua esperienza diretta in bianconero, durante l’epoca d’oro con Luciano Spalletti in panchina, è la testimonianza di quanto il progetto Pozzo abbia fatto crescere l’Udinese. “Abbiamo conquistato per la prima volta la qualificazione in Champions League, offrendo un calcio vero, spettacolare. Pozzo ha anche costruito uno stadio ultramoderno: non è poco.”
Sull’interesse del fondo americano, Fava invita alla cautela. “Leggo che vogliono investire e non solo comprare, ma fare calcio non è per tutti. In tanti hanno provato, spesso con esiti disastrosi. I soldi non bastano, servono competenza, intuizione, esperienza, tutte qualità che i Pozzo hanno dimostrato negli anni.”
Con oltre trent’anni alla guida del club, la famiglia friulana rappresenta un unicum nel panorama calcistico nazionale. “Credo siano ai vertici per fedeltà a un club. E non è un caso se, con loro, l’Udinese ha raggiunto traguardi che sembravano impensabili.”


