Enrico Varriale condannato per stalking e lesioni all’ex compagna: dieci mesi con pena sospesa

Il Tribunale di Roma ha accertato condotte persecutorie e violente contro l’ex compagna. La difesa annuncia ricorso

Il giornalista Enrico Varriale è stato condannato a dieci mesi di reclusione, con pena sospesa, per i reati di stalking e lesioni aggravate ai danni dell’ex compagna. La sentenza è stata pronunciata il 12 giugno dalla IV sezione penale del Tribunale di Roma. Il giudice ha anche disposto per l’imputato l’obbligo di seguire un percorso di recupero presso enti specializzati nella rieducazione di “uomini maltrattanti”.

Secondo il Tribunale, Varriale ha adottato comportamenti ripetuti e persecutori, culminati in un’aggressione fisica, nonostante la volontà espressa della vittima di interrompere ogni rapporto. Le condotte, secondo l’accusa, hanno violato il diritto alla sicurezza e alla libertà personale della donna, spingendola a cambiare radicalmente abitudini di vita e a rivolgersi a un centro antiviolenza.

Il pubblico ministero aveva chiesto una pena più severa, pari a due anni, sostenendo che il caso fosse un esempio di “relazione non accettata” e di “comportamenti esasperanti”. Alla fine, il giudice ha ritenuto congrua una condanna a dieci mesi con pena sospesa, ma con l’obbligo di seguire un programma rieducativo.

Teresa Manente, avvocata della parte civile e responsabile legale dell’associazione Differenza Donna, ha espresso soddisfazione per l’esito del procedimento: “È stata riconosciuta la responsabilità penale dell’imputato per atti persecutori e aggressione fisica. Questa sentenza afferma che nessun amore o preteso tale giustifica controllo, umiliazione e violenza”.

La legale ha inoltre evidenziato la portata sociale del processo, sottolineando come esso rappresenti una denuncia pubblica contro la normalizzazione della violenza nelle relazioni intime. Le parole dell’imputato, ha spiegato, sono state accompagnate da atti come pedinamenti, minacce e aggressioni, che secondo la difesa sarebbero invece stati mal interpretati.

L’avvocato Fabio Lattanzi, difensore di Enrico Varriale, ha definito la condanna “inadeguata” e ha preannunciato ricorso in appello.La giustizia continua a stupirmi. Ritengo assurdo che si possa condannare per stalking qualcuno che ha solo inviato decine di messaggi per chiedere un chiarimento”, ha dichiarato.

Nel frattempo, la vittima ha proseguito il suo percorso con il supporto di centri antiviolenza, affrontando le conseguenze psicologiche derivanti da una pressione definita “quotidiana” e opprimente. Secondo Differenza Donna, il caso rappresenta “un importante passo nella lotta contro la violenza di genere, reso possibile dal coraggio della donna e dall’efficacia dell’azione processuale”.

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