L’Auditorium del Bluenergy Stadium ha ospitato ieri un incontro promosso dall’Aiac provinciale, occasione che ha visto la presenza di personalità di spicco del calcio friulano. Tra queste, Attilio Tesser, tecnico con un passato sia da calciatore sia da allenatore nella regione, reduce dal recente addio alla Triestina.
Durante il suo intervento, Tesser ha espresso parole profonde e sentite sulla possibile fine dell’era Pozzo all’Udinese. Una riflessione che nasce dal legame personale e dalla consapevolezza di ciò che la famiglia Pozzo ha rappresentato per il club e per l’intero movimento calcistico locale.
“È durissima immaginare cosa può essere l’Udinese senza i Pozzo perché è un dato statistico e storico: hanno fatto cose straordinarie qui a Udine. Trent’anni di Serie A, anzi il prossimo sarà il trentunesimo, in una città di 100mila abitanti. È un qualcosa di incredibile.”
L’allenatore ha voluto sottolineare l’importanza del progetto costruito nel tempo, fatto di partecipazioni alle coppe europee, valorizzazione di giovani talenti e una visione gestionale unica in Italia. “Si sono visti grandi giocatori, si è fatta la Champions League e l’Europa League. La notizia della possibile cessione spiazza, soprattutto conoscendo l’amore che la proprietà ha per la squadra.”
Tesser ha però voluto lanciare anche un messaggio di fiducia. Se davvero la famiglia Pozzo dovesse cedere la società, lo farà nel rispetto della storia costruita: “Credo che, se passeranno la mano, lo faranno a persone serie. Hanno creato un vero e proprio giocattolo, e so quanto ci tengano alla maglia dell’Udinese.”
Le sue parole sono arrivate in un momento delicato, con le trattative per la possibile cessione ancora in fase di stallo e numerose incognite sul futuro societario. Il suo punto di vista riflette quello di molti addetti ai lavori e tifosi, che vedono nella gestione Pozzo un esempio raro di longevità, risultati e identità.



Questo è un allenatore serio che l’Udinese dovrebbe prendere subito .