Era il 28 luglio 1986 quando Gianpaolo Pozzo assumeva la guida dell’Udinese, rilevando il club in un momento tra i più delicati della sua storia. Coinvolta nello scandalo del Totonero bis, la società friulana si preparava ad affrontare il nuovo campionato con nove punti di penalizzazione. Una sfida complessa che non spaventò Pozzo, determinato a restituire dignità e ambizione a una piazza ferita.
Il primo mercato dell’era Pozzo fu all’insegna del coraggio, anche se non bastò a evitare la retrocessione. Tuttavia, l’entusiasmo ricominciò a circolare, grazie a una gestione improntata sulla visione a lungo termine. Gli anni successivi furono segnati da un’altalena tra Serie A e Serie B, prima di arrivare a un punto di svolta: l’approdo nelle coppe europee, dapprima in Coppa UEFA e successivamente – in modo quasi incredibile per una realtà di provincia – in Champions League.
Due terzi posti in Serie A, talenti lanciati verso i top club europei, notti indimenticabili al Friuli e una reputazione costruita grazie a un modello esportabile: questo è il lascito del lavoro dei Pozzo, che hanno innovato profondamente la cultura calcistica italiana. A caratterizzare la loro gestione è stata soprattutto la capacità di scovare talenti in tutto il mondo, rendendo lo scouting un pilastro fondamentale del progetto bianconero, assieme a un uso pionieristico della tecnologia applicata allo sport.
Una delle tappe simboliche di questo percorso è stata la costruzione del nuovo stadio, moderno, funzionale e pienamente di proprietà del club: un unicum in Italia, simbolo dell’indipendenza e della visione gestionale dell’Udinese. Un impianto che non è solo casa dei tifosi bianconeri, ma diventerà teatro della finale di Supercoppa Europea del 13 agosto 2025, tra Tottenham e Paris Saint-Germain, portando sotto i riflettori internazionali l’intera regione Friuli-Venezia Giulia.
La famiglia Pozzo – Gianpaolo, la moglie Giuliana e i figli Gino e Magda – rappresenta una delle proprietà più longeve e riconoscibili del calcio italiano. Una proprietà che ha saputo trasformare un club provinciale in una realtà stabile e rispettata, capace di restare lontana dalla Serie B da oltre trent’anni, pur senza grandi budget, ma con metodo, visione e competenza.



La famiglia Pozzo finché aveva solo l’Udinese ha lavorato bene hanno sempre avuto il braccino corto,ma da quando hanno incominciato ad avere Granada prima e Watford poi hanno incominciato ha non investire più solo sull Udinese e si sono visti i risultati!!! Non ci saranno più annate come quelle di Zaccheroni Spalletti e Guidolin!!!
Quindi Pozzo se ami questa squadra come dici?! VENDI!!!!
Concordo pienamente 👍👍👍👍
Il padre si ma non Gigino Granada Watford e dico Ma fatemi il piacere ……👎