La preparazione atletica dell’Udinese è diventata un laboratorio di innovazione e precisione, grazie alla guida di Jordi Garcia, coordinatore di un team composto da cinque preparatori. L’expertise del tecnico catalano si fonda su un approccio analitico e individualizzato, reso possibile anche grazie all’utilizzo di droni, che permettono di monitorare costantemente le prestazioni dei giocatori durante ogni fase dell’allenamento.
Garcia ha rivelato in un’intervista al Messaggero Veneto come il profilo fisico della squadra sia stato oggetto di un’analisi approfondita: “La genetica dei nostri ragazzi è più da mezzofondisti che da velocisti”, ha spiegato. Questo significa che, pur non essendo una squadra scattante, l’Udinese ha saputo costruire un’identità basata sulla resistenza e sull’intensità. Nella scorsa stagione, il club ha registrato uno dei più alti tassi di ‘high speed running’ della Serie A, salendo nelle classifiche di corsa ad alta velocità dopo un avvio tra i fanalini di coda.
Le velocità massime raggiunte in partita sono impressionanti, con punte di 32, 33 e persino 35 km/h su distanze brevi (25-30 metri). Tuttavia, Garcia sottolinea come la velocità pura sia un parametro legato alla genetica, difficilmente modificabile in modo sostanziale. Diverso è invece il discorso per la capacità aerobica e l’intensità del ritmo, due aspetti che si possono allenare e che, secondo Garcia, “marcano la prestazione più di ogni altro parametro”.
Un altro punto chiave del metodo Udinese riguarda la prevenzione degli infortuni, basata su una pianificazione minuziosa. Ogni calciatore dispone di un programma personalizzato, costruito su misura in base ai propri dati fisiologici. “C’è chi deve essere fermato, e chi invece va spinto di più”, spiega Garcia, chiarendo come ogni allenamento sia accompagnato da obiettivi precisi, tra sprint, carico ad alta intensità e lavoro di prevenzione.
Il programma di preparazione è suddiviso in tre fasi ben distinte. Nella prima, della durata di tre settimane, l’attenzione è rivolta ai test fisici e al lavoro di forza e resistenza aerobica, con carichi elevati. La seconda fase, che coincide con le amichevoli estive, prevede una riduzione del carico per favorire il recupero e l’adattamento. Infine, l’ultima fase, nelle tre settimane precedenti all’avvio del campionato, si concentra sull’aumento dell’intensità, per avvicinare la squadra ai ritmi richiesti dalla Serie A.
L’approccio scientifico di Garcia e del suo staff rappresenta una delle colonne portanti dell’Udinese moderna, dove ogni dettaglio atletico viene pianificato, misurato e adattato per ottimizzare la prestazione e ridurre al minimo i rischi di stop fisici.


