Alla vigilia della seconda giornata di Serie A, Cristian Chivu ha presentato in conferenza stampa la sfida tra Inter e Udinese, in programma domani sera allo stadio Giuseppe Meazza. Dopo il 5-0 sul Torino all’esordio, il tecnico ha chiesto ai suoi di mantenere alta l’intensità, sottolineando che il primo obiettivo sarà confermare atteggiamento e mentalità.
“Ci sono tante cose da migliorare, ma la base deve restare la mentalità giusta”, ha dichiarato Chivu aprendo l’incontro con i giornalisti.
Uno dei temi principali è stato il rientro di Hakan Calhanoglu, tornato a disposizione dopo la squalifica: “È un giocatore importante, motivato e con grande voglia di mettersi alle spalle la scorsa stagione. Siamo felici di averlo nuovamente con noi”.
Spazio anche a Pio Esposito, reduce dalla convocazione in Nazionale: “Lo conosco da quando aveva 13 anni, è un ragazzo umile, con i piedi per terra. Sa quanta strada deve ancora fare e questa esperienza lo renderà ancora più motivato”.
Sulle possibili varianti tattiche, Chivu ha aperto all’ipotesi di vedere tre attaccanti contemporaneamente: “Ci saranno tante partite, ci sarà l’occasione di provare diverse soluzioni. Dipenderà dalle necessità”.
Il tecnico ha ribadito l’importanza del turnover, legandolo però alla logica della meritocrazia: “È il mio principio fondamentale: tutti devono guadagnarsi il posto, in allenamento e fuori dal campo. Non guardo solo agli undici titolari, ma a un gruppo di 22 giocatori che devono mettermi in difficoltà nelle scelte”.
Un passaggio è stato dedicato a Davide Frattesi, di cui Chivu ha descritto la duttilità: “Nasce mezzala d’inserimento, ma può giocare anche sotto punta o tornare in mezzo nei tre di centrocampo. Ha caratteristiche che lo rendono utile in più ruoli”.
Infine, uno sguardo all’avversario di domani: “L’Udinese è una squadra strutturata fisicamente, con un centrocampo solido e caratteristiche simili a quelle della passata stagione. Sarà una sfida difficile, serviranno mentalità, atteggiamento e qualità”.



Aveva ragione
Che bello essere il Como. Sapere che puoi giocare alla pari o meglio e potenzialmente vincere. Al massimo sarà l’arbitro a dover “sistemare” le cose.
L’udinese purtroppo contro certe squadre DEVE perdere da contratto!
Non rimani 32 anni consecutivi in Serie A lasciandoti pure fare affari, senza dover chinare la testa quando ti è richiesto.
Ringrazia Gino Pozzo che per mantenere il suo Watford deve togliere risorse all’ Udinese
Non poteva dire diversamente!
Deve comunque avere rispetto per la squadra avversaria e dei suoi tifosi
Sarebbe simpatico qualcuno dicesse ogni tanto frasi del tipo “siamo tranquilli e sereni, tecnicamente non c’è confronto, la partita sarà una passeggiata, contiamo di vincere con uno scarto di 4 o 5 gol”
difficile? anche mangiare una pizza può essere difficile, tas par plase