Udinese, addio al Sudamerica: la nuova rosa parla soprattutto europeo

Dal mito di Zico a De Paul: la tradizione sudamericana si è interrotta. Runjaic guida un gruppo cosmopolita con 19 nazionalità e tanti italiani

Per decenni l’Udinese è stata legata a doppio filo al Sudamerica, terra di campioni che hanno scritto pagine memorabili in Friuli. Dal brasiliano Orlando ai fuoriclasse Zico e Marcio Amoroso, passando per gli argentini Abel Balbo, Néstor Sensini e Rodrigo De Paul, fino ai cileni David Pizarro e Alexis Sánchez, i talenti arrivati da oltre oceano hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia bianconera.

Il Messaggero Veneto sottolinea come questa tradizione si sia oggi interrotta. In effetti guardando l’ultima sessione di calciomercato gli ultimi rappresentati sudamericani ad andarsene sono stati i cileni Alexis Sanchez e Damian Pizarro trasferitisi rispettivamente a titolo definitivo al Siviglia e in prestito secco al Le Havre e gli argentini Martin Payero e Lautaro Giannetti passati rispettivamente in prestito con obbligo di riscatto in caso di salvezza alla Cremonese e a titolo definitivo all’Antalyaspor.

L’Udinese di Kosta Runjaic, invece, ha preso una direzione completamente diversa. Il tecnico tedesco ha guidato le scelte di mercato, indicando profili poi concretamente arrivati a Udine. Si tratta soprattutto di giocatori provenienti dal Nord Europa, in un gruppo che conta ben 19 nazionalità diverse.

La novità più rilevante è rappresentata dai quattro nuovi innesti italianiNunziante, Bertola, Zanoli e Zaniolo – che si aggiungono a Padelli, restituendo una presenza di giocatori di casa superiore a quella di qualsiasi altra nazionalità nello spogliatoio.

A seguire, spicca la componente francese con Atta, Solet, Hassane Kamara e Abdoulaye Camara. Non mancano le coppie: i polacchi Piotrowski e Buksa, gli olandesi Ehizibue ed Ekkelenkamp, gli sloveni Lovric e Pejicic, gli spagnoli Zarraga e Iker Bravo.

In un mosaico così variegato, la lingua di riferimento resta l’inglese, ma il vero collante è il linguaggio universale del calcio, fatto di schemi, movimenti e intesa sul campo.

L’Udinese cambia pelle, lasciandosi alle spalle la tradizione sudamericana per aprirsi a un’identità europea e cosmopolita. Un cambio di rotta che segna un nuovo capitolo nella storia del club friulano, senza dimenticare però i campioni che ne hanno costruito il mito.

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6 mesi fa

I prossimi che verranno fatti fuori sono Bravo e Modesto perché di lingua spagnola e portoghese. Abbiamo capito che va bene alla società avere un razzista in panchina.

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6 mesi fa

Beh! In tanti anni ne ha fatti di soldoni Pozzo con i Sudamericani tanti tanti tanti

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6 mesi fa

Diciamo Che i giocatori europei sono piu vogliosi Che I sudaméricani.

maurizio
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6 mesi fa

Questa volta mi sono sbagliato su Gino Pozzo, perché nonostante siano andati via i pezzi migliori è riuscito ad allestire una squadra a parer mio, più forte dello scorso anno. 👏

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6 mesi fa

Anche Palma ha passaporto italiano

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6 mesi fa

Evidentemente la schiera di osservatori in Sudamerica non dev’essere così capace di scovare giocatori validi. È dai tempi di Molina che non ne arriva uno buono.

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6 mesi fa

Purtroppo negli ultimi anni non abbiamo morsicato bene in centro e Sudamerica 🤷‍♂️🤷‍♂️

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