Inler: «All’Udinese cuore e rispetto valgono più del budget»

Il Direttore Tecnico bianconero racconta la sua visione ai microfoni dei colleghi della CBS: costruire un gruppo forte, legame con i tifosi e tempo ai giovani come Miller

Dal campo alla scrivania, sempre con lo stesso spirito. Gokhan Inler, oggi Direttore Tecnico dell’Udinese, ha ripercorso ai microfoni di CBS il suo passato in Friuli e la nuova sfida dentro la società della famiglia Pozzo. Un’intervista che parte dai ricordi da giocatore e arriva alla filosofia con cui intende guidare il club verso il futuro.

«Quando giocavo qui eravamo tutti giovani, senza grandi nomi. Solo Di Natale era una leggenda, tutti gli altri non erano ancora giocatori famosi. La forza era il gruppo e il rispetto reciproco», ha ricordato Inler, sottolineando come proprio quella mentalità sia oggi al centro del suo lavoro dirigenziale: «Bisogna costruire un nucleo forte dall’interno. Non abbiamo il budget dei grandi club, ma abbiamo il cuore».

Per l’ex centrocampista svizzero, l’Udinese resta espressione diretta del territorio: «Questa è una città operaia. Ai tifosi piace vedere giocatori che danno il 100%. Puoi vincere o perdere, ma devi dimostrare di sudare la maglia». Anche per questo ha deciso di aprire gli allenamenti al pubblico, così da alimentare la vicinanza e il rispetto reciproco: «Quando giochi con il cuore, la gente ti sostiene. Qui ti rispettano se li rispetti».

Non poteva mancare un accenno al mercato estivo e in particolare, visto l’intervista a colleghi britannici, al giovane nazionale scozzese Lennon Miller, arrivato dal Motherwell dopo una serrata concorrenza anche da parte del Bologna: «Si vede che ha qualità enormi. Ma serve tempo, non solo in campo: anche l’inserimento fuori, con la famiglia, è fondamentale. Se un giocatore ha dei dubbi, perde percentuali in campo».

Inler ha ricordato anche l’esperienza in Premier League con il Leicester City di Claudio Ranieri, campione nel 2016: un’avventura unica, ma vissuta da comprimario dietro Kanté e Drinkwater. Alla domanda se un miracolo simile sia possibile anche a Udine, il dirigente ha risposto con realismo, ma senza rinunciare all’ambizione: «La Serie A è difficilissima, davanti ci sono dei mostri. Ma non ci nascondiamo: lottiamo sempre, come abbiamo dimostrato vincendo a San Siro contro l’Inter, che era favorita».

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