Bruno Fernandes, oggi leader, simbolo e capitano del Manchester United, ha ripercorso le tappe principali della sua carriera in un’intervista concessa alla BBC. Tra i momenti fondamentali del suo percorso, il centrocampista portoghese ha voluto ricordare con affetto e riconoscenza l’esperienza vissuta all’Udinese, sottolineando l’importanza dell’allora tecnico Francesco Guidolin.
“Penso che Francesco Guidolin sia stato l’allenatore che ha cambiato la mia carriera all’Udinese”, ha dichiarato Fernandes. “È stato lui a darmi la possibilità di giocare, a farmi riflettere su tutto ciò che avrei dovuto fare. Mi ha fatto capire che per arrivare ai massimi livelli bisogna saper soffrire”. Parole che testimoniano il peso avuto dall’allenatore veneto nella maturazione di un talento che oggi brilla sui palcoscenici internazionali.
Arrivato giovanissimo in Italia, Fernandes ha vestito la maglia dell’Udinese tra il 2013 e il 2016, muovendo i primi passi in Serie A. Guidolin gli ha dato fiducia e minuti in campo, permettendogli di crescere sotto il profilo tecnico, ma soprattutto mentale. La capacità di lavorare con costanza e resilienza, imparata in Friuli, è stata per lui un insegnamento cruciale nella scalata verso l’élite del calcio europeo. Al termine della sua esperienza con la maglia bianconera Bruno Fernandes ha totalizzato complessivamente 95 presenze con 11 gol e 13 assist. Da lì il passaggio in patria allo Sporting Lisbona e poi l’approdo sulla sponda “Red” di Manchester.
Oggi, da capitano del Manchester United e colonna della nazionale portoghese, Fernandes guarda a quella fase della sua carriera come a un passaggio determinante. La disciplina e la mentalità acquisite a Udine hanno rappresentato le basi per imporsi prima in Portogallo, poi in Premier League.
Il ricordo di Guidolin si inserisce in un percorso che ha visto Fernandes diventare uno dei centrocampisti più completi e influenti d’Europa. Le parole dedicate all’ex tecnico dell’Udinese sono anche un tributo al calcio italiano, spesso capace di forgiare talenti attraverso la cura tattica e l’attenzione alla crescita individuale.



anche quella di quadrado
Era giovane ma si vedeva subito che era un grande pedalatore…dai piedi buoni!