L’Udinese ha aperto il campionato con un segnale chiaro: la difesa è il pilastro su cui costruire il nuovo corso. Dopo tre giornate, i bianconeri hanno incassato appena due reti e, se è ancora prematuro affidarsi esclusivamente ai numeri, le prestazioni dei singoli raccontano un reparto giovane, organizzato e sorprendentemente maturo.
Il tecnico Runjaic ha varato una linea difensiva composta interamente da calciatori nati dal 2000 in poi, un elemento che sottolinea il coraggio del progetto e la fiducia nel talento emergente. Il quintetto utilizzato finora – Bertola, Kristensen, Solet, Goglichidze e Palma – ha mostrato solidità e spirito di sacrificio, riuscendo a reggere anche in contesti difficili come quello di San Siro. La partenza dell’ex Jaka Bijol, approdato in Premier League al Leeds dove non sta trovando la stessa continuità d’impiego che aveva a Udine, sembra essere stata brillantemente superata.
Alle spalle dei cinque “giovanotti terribili“, vigila l’esperienza di Christian Kabasele, classe 1991, che ha assunto il ruolo di chioccia in uno spogliatoio con molti volti nuovi. Il belga è il punto di riferimento silenzioso ma costante, pronto a intervenire in campo o a guidare fuori dai riflettori. Anche per questo motivo si capisce la richiesta espressa la scorsa stagione da parte di Kosta Runjaic di far sottoscrivere al belga un rinnovo annuale di contratto.
Tra i protagonisti dell’ottimo avvio difensivo spicca il nome di Nicolò Bertola, classe 2003, autore di un intervento decisivo nell’azione che ha portato al rigore per l’Udinese nella sfida contro l’Inter. Personalità e senso della posizione lo rendono già un elemento chiave nello scacchiere friulano.
Solet, nato nel 2000, è il profilo con la maggiore esposizione mediatica, seguito da diversi club europei. Con molti alti e qualche amnesia il francese è la stella difensiva della squadra. La società è consapevole del suo valore e lo gestisce con attenzione, in vista di una possibile valorizzazione futura considerando anche che era arrivato a parametro zero la scorsa stagione dal Red Bull Salisburgo.
La vera sorpresa, tuttavia, è rappresentata da Thomas Kristensen. Il classe 2002 ha raccolto l’eredità tecnica e tattica di Bijol con naturalezza. Runjaic lo ha investito del ruolo di leader della nuova difesa, e lui ha già risposto con prestazioni solide e il primo gol stagionale, segno di una crescente fiducia nei propri mezzi. Anche a Pisa un paio di chiusure “mostruose” che hanno evitato la marcatura avversaria blindando i tre punti.
Primo ricambio è per ora Levan Goglichidze, classe 2004, che ha già collezionato minuti importanti e che si candida per un impiego crescente nelle rotazioni difensive. Il giovane georgiano ha mostrato grande duttilità e intelligenza tattica, qualità che lo rendono prezioso anche nei momenti di difficoltà.
Spazio anche per il talento purissimo di Matteo Palma, nato nel 2008. Già inserito stabilmente nel gruppo della prima squadra, è considerato l’enfant prodige del settore giovanile friulano. Il suo minutaggio sarà gestito con cautela, ma la fiducia dimostrata fin qui dal tecnico tedesco lascia presagire un futuro da protagonista anche per lui.
In un campionato dove spesso l’esperienza fa la differenza, l’Udinese prova a invertire la tendenza, puntando su freschezza, organizzazione e un gruppo difensivo che, nonostante l’età, ha già dimostrato grande affidabilità e margini di crescita evidenti.



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