Marcio Amoroso, doppio ex di Udinese e Milan, ha raccontato a gazzetta.it i suoi legami con le due squadre che si affrontano stasera al “Bluenergy Stadium”. L’attaccante brasiliano ha ripercorso i momenti chiave della sua carriera in Italia, sottolineando l’importanza dell’esperienza friulana e l’orgoglio provato nel vestire la maglia rossonera. «Sono molto legato all’Italia. Udine è casa mia, lì è nato mio figlio. Il Milan, invece, è la squadra dei miei sogni. È stato un onore giocarci», ha dichiarato.
Parlando dell’Udinese, Amoroso non ha nascosto l’affetto per il club che lo lanciò: «L’Udinese è stato il mio primo amore. Grazie a Gino Pozzo sono diventato uomo, mi ha fatto crescere in tutto». Nonostante le difficoltà iniziali, tra freddo e ambientamento nel calcio italiano, il brasiliano ha trovato la sua dimensione grazie a Francesco Guidolin: «All’inizio non giocavo e volevo andare via. Poi Guidolin ha trovato la chiave per farmi esplodere. Da lì ho iniziato a segnare e non mi sono più fermato».
Capitolo Milan: per Amoroso l’approdo a San Siro è stato la realizzazione di un sogno coltivato da bambino: «La chiamata del Milan è stata motivo di orgoglio, sognavo di indossare quella maglia. Sono cresciuto con i gol di Van Basten e le magie di Savicevic».
Il brasiliano ha ricordato con piacere quei mesi, pur con uno spazio ridotto nelle gerarchie di Carlo Ancelotti: «Ricordo quei mesi con grande piacere, anche se non ho avuto molto spazio. Ancelotti mi preferiva Shevchenko, Inzaghi e Gilardino, io ero la quarta scelta. Ma non ho rimpianti, era giusto così».
Un doppio legame quello di Amoroso con Udinese e Milan, fatto di emozioni contrastanti ma sempre cariche di gratitudine: a Udine la crescita e l’esplosione, a Milano il sogno realizzato di vestire la maglia rossonera.


