Arthur Atta è ormai una delle certezze dell’Udinese di mister Kosta Runjaic. Dopo l’anno d’esordio in cui aveva iniziato a mostrare le sue qualità, oggi il centrocampista ex Metz, riscattato per otto milioni di euro quest’estate dal soldalizio transalpino neo promosso in Ligue 1, è diventato un punto fermo quasi insostituibile per la mediana bianconera. Ai microfoni di Sportweek, in dichiarazioni riportate da fancalcio.it, il giocatore ha parlato del suo momento e degli obiettivi futuri.
«Come calciatore sono versatile, tecnico e appassionato; nella vita mi definirei calmo e tranquillo», ha spiegato, sottolineando come l’equilibrio fuori dal campo lo aiuti a rendere meglio durante le partite. Dopo la sfida contro l’Inter, segnata dal suo gol, Atta ha confessato: «Mentre esultavo ho pensato: finalmente! Però ero concentrato, perché mancavano ancora 45 minuti contro una grande squadra».
Oggi l’Udinese affronta il Milan, occasione speciale per un centrocampista che ama confrontarsi con i migliori: «In questo campionato sarò contento di vedere da vicino Modric e De Bruyne. Mi piace osservare i campioni per capire in cosa posso migliorare». Il francese non nasconde la sua ammirazione per Toni Kroos, definito “elegante e bello da vedere”, e per Cristiano Ronaldo, suo idolo d’infanzia: «Per me resta il più forte al mondo, perché sempre decisivo per le vittorie delle sue squadre».
C’è spazio anche per una parentesi leggera sul Fantacalcio, dove Atta è diventato un nome molto ricercato: «In una lega con 500 crediti direi di valerne 300», ha scherzato. E parlando delle sue caratteristiche, ha aggiunto: «Mi piace giocare da mezzala, dribblare e usare la trivela. Prima o poi voglio provare anche la rabona. Invece devo migliorare nel gioco aereo: sono alto, ma non ho mai segnato di testa».
Atta si conferma così un profilo in crescita, ambizioso ma con i piedi per terra. La sua voglia di migliorare e l’impatto sul centrocampo friulano lo rendono uno degli osservati speciali della Serie A, con margini di crescita che possono spingerlo ancora più in alto.


