Una carriera da campione, ma soprattutto da simbolo di fedeltà e appartenenza. In una lunga intervista rilasciata a Tuttosport, Antonio Di Natale, storico capitano e bandiera dell’Udinese, è tornato a parlare del suo legame con la città e del perché, nonostante le numerose offerte ricevute, scelse di restare per tutta la vita sportiva a Udine.
L’ex attaccante napoletano ha ricordato i suoi anni d’oro in bianconero, in cui ha segnato gol a raffica e scritto pagine indelebili della storia del club friulano. “Quando ero all’Udinese ero abituato ad avere compagni di tante nazionalità diverse, ma chi aveva qualità emergeva subito, se non nell’immediato, col tempo. Mi hanno cercato tanti club per offrirmi un ruolo nei loro staff tecnici, ma io qui sto benissimo. Non mi muovo da Udine: voglio restituire al territorio tutto l’amore che ho ricevuto negli anni”.
Parole che confermano ancora una volta il profondo legame umano e sportivo tra Di Natale e la piazza friulana. Nella sua carriera, “Totò” ha avuto più volte la possibilità di lasciare l’Udinese per approdare in un grande club, ma ha sempre scelto la via del cuore. Il suo no alla Juventus, in particolare, rimane uno degli episodi più emblematici del calcio italiano moderno.
“A Udine sono sempre stato bene. Ho vissuto i 12 anni di carriera più belli della mia vita, perché avrei dovuto lasciare?”, ha dichiarato con la consueta semplicità, che lo ha reso un personaggio amato anche oltre i confini friulani. E quando gli si chiede perché nel calcio moderno quasi nessuno faccia una scelta simile il commento è chiaro e diretto come suo solito: “Perché oggi comandano i procuratori. Alcuni creano delle guerre tra club e giocatori. Sono della generazione di Maldini, Totti e Del Piero: per me la gratitudine è tutto.”
L’Italia sarà protagonista a Udine, al Bluenergy Stadium, contro Israele in una gara molto importante in vista delle qualificazioni al prossimo Mondiale: «Se ci sarò in tribuna? Non lo so ancora, il 13 è il mio compleanno e non so quando festeggerò con la mia famiglia. La Figc mi ha invitato: se riesco vado volentieri, la Nazionale ha sempre qualcosa di speciale. Comunque penso sia giusto scendere in campo contro Israele, la politica deve rimanere fuori dallo sport.».
Sull’attuale campionato di Serie A Di Natale ha ammesso di guardare molte partite: «Sono sempre innamorato del calcio, mi appassiona vederlo, anche se non è più quello dei miei tempi. In Italia c’è molta meno qualità. Mi piacciono Napoli e Milan, ma occhio all’Inter per lo Scudetto. E c’è pure la Roma di Gasperini che mi incuriosisce parecchio».
Sui giocatori attualmente in attività anche Di Natale ha un suo “preferito“: «Yamal: un fenomeno assoluto. Fa delle cose difficili persino da immaginare, speriamo non si bruci. Ma un altro Messi non nascerà a breve. Se conosco Lèo? Me lo fece conoscere Alexis Sanchez a Barcellona. Ci siamo visti in privato. Mi emoziono raramente, quella volta però ero felice come un bambino. Poi ho capito perché Leo è il più grande di tutti: è una persona di una semplicità unica. Impossibile non apprezzarlo».



Totò unica e vera bandiera dell’ Udinese!!!
Grande Toto
Unico
Bravissimo Toto”