Una truffa ben orchestrata ai danni di due volti noti del calcio internazionale è finita davanti ai giudici del Tribunale di Udine. Vittime del raggiro sono Rodrigo De Paul e Juan Musso, ex giocatori dell’Udinese e attualmente protagonisti nel calcio europeo e nella nazionale argentina. I due atleti, difesi dallo studio legale Tutino di Udine, sarebbero stati ingannati da un connazionale di 42 anni, residente a Venezia, ora imputato per truffa aggravata.
Secondo le ricostruzioni contenute nei capi d’imputazione, il contatto tra le parti risale all’estate del 2020, quando De Paul e Musso si trovavano in vacanza a Cortina d’Ampezzo. Lì conobbero l’uomo, che si presentò come responsabile della Boutique Rolex della celebre località turistica. Un approccio studiato nei minimi dettagli, volto a costruire un’immagine credibile e affidabile.
Dopo qualche settimana, il 42enne contattò nuovamente i calciatori, informandoli di aver lasciato la boutique, ma di collaborare ancora con la casa madre Rolex. Con questa motivazione riuscì a proporsi come intermediario per l’acquisto di due orologi di pregio, per un valore totale di oltre 56mila euro. De Paul e Musso versarono l’importo richiesto sul conto corrente indicato dall’uomo, fidandosi della promessa che gli orologi sarebbero stati recapitati tramite corriere.
Ma la merce non arrivò mai. Alle continue sollecitazioni da parte dei due sportivi, l’indagato avrebbe fornito una lunga serie di scuse e giustificazioni, spaziando da presunti ritardi nelle spedizioni fino a problemi logistici legati alla pandemia. Tuttavia, la pazienza dei calciatori si esaurì e nel 2021 partirono le denunce, facendo emergere il vero volto dell’uomo, già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati a truffe e ricettazione.
Nei giorni scorsi, in aula sono stati ascoltati gli agenti di polizia che condussero le indagini, ricostruendo il profilo dell’imputato e i passaggi del raggiro. Il processo si articola in due procedimenti distinti, uno per ciascun calciatore, e proseguirà nei prossimi mesi: l’udienza per il caso di Juan Musso è fissata per novembre, mentre quella relativa a Rodrigo De Paul si terrà a gennaio.
L’imputato, al momento, non ha risarcito le vittime, né avrebbe avanzato proposte di conciliazione. Il quadro accusatorio appare solido, rafforzato anche dal fatto che l’uomo non risulta affiliato né alla boutique Rolex di Cortina né alla casa madre svizzera, contrariamente a quanto dichiarato ai giocatori.
Il caso evidenzia ancora una volta come, anche personaggi pubblici e noti a livello internazionale, possano cadere nella rete di truffatori abili nel costruire identità fittizie e situazioni apparentemente affidabili, sfruttando luoghi esclusivi e contatti mirati per dare credibilità alle proprie azioni.



un casellario giudiziale lungo un km
prima di affidare 56 mila euro a un tizio se effettui il più banale dei controlli ti accorgi
comprate orologi di pregio solo da rivenditori con dichiarazioni di autenticità
Non mi fanno pena