Di Natale: “L’Udinese ha potenziale, ma manca continuità”

L’ex capitano e stella bianconera si racconta nel giorno del suo compleanno tra ricordi, attualità e speranze per la Nazionale

Nel giorno in cui ha compiuto 48 anni, Antonio Di Natale ha concesso un’intervista al Messaggero Veneto, affrontando temi legati all’Udinese, alla Nazionale italiana e alla sua attuale esperienza calcistica nel Sud Italia. L’ex capitano, stella e leggenda bianconera, oggi coinvolto nel progetto della Scafatese, ha offerto una panoramica lucida e schietta sul momento del club friulano e sul calcio italiano in generale.

Secondo Di Natale, il vero limite dell’Udinese attuale risiede nella mancanza di continuità di rendimento, che sta frenando la crescita del gruppo allenato da Runjaic. «Senza costanza non si riesce a compiere il salto di qualità. È un peccato, perché la squadra è valida e potrebbe tranquillamente conquistare almeno 50 punti in campionato».

Sulla situazione ambientale e il rapporto con i tifosi, l’ex attaccante ha ricordato con affetto i suoi anni friulani: «A Udine, in dodici anni, non ho mai avuto problemi. Detto questo, credo che le responsabilità siano soprattutto dei calciatori: sono loro che vanno in campo e devono prendersi le proprie colpe».

A proposito del tecnico Runjaic, Di Natale ha sollevato un punto interessante legato all’integrazione: «Quanti italiani ci sono oggi nello spogliatoio? Ai miei tempi, c’era uno zoccolo duro di 7-8 giocatori italiani, e per gli stranieri ambientarsi era più semplice. Oggi, invece, gli italiani sono pochissimi». Un cambio culturale che, secondo lui, può influenzare anche la comunicazione e la coesione del gruppo.

Parlando dei singoli, Di Natale ha commentato l’arrivo di Zaniolo: «Ha qualità, ma finora ha disatteso le aspettative. Spero che riesca a rilanciarsi, anche perché il Friuli è l’ambiente giusto per farlo». Più critico, invece, il giudizio sul caso Thauvin, passato all’R.C. Lens in estate dopo un’uscita discussa: «Non conosco i dettagli, ma quando un giocatore lascia, spesso è anche perché la società glielo consente. Un vero peccato: Thauvin aveva classe e avrebbe potuto concludere la carriera a Udine».

Sul fronte Nazionale, Di Natale ha commentato il clima di tensione che circonda il calcio italiano: «Capisco il timore di alcuni, ma credo che lo sport debba restare separato dalla politica. È giusto che si giochi, e chi non se la sente di andare allo stadio va comunque rispettato». Riguardo alla corsa verso i Mondiali, ha espresso fiducia: “Gattuso è partito con il piede giusto, siamo tutti con lui e con i ragazzi”.

Infine, uno sguardo alla sua attuale attività da protagonista in Serie D con la Scafatese. «Un mio ex compagno all’Empoli, Pietro Fusco, mi ha presentato il presidente: ci siamo trovati subito. Era da tempo che non tornavo nelle mie zone. Il calcio al Sud è diverso, più viscerale: anche in Serie D si vedono 3-4 mila spettatori». Un entusiasmo che Di Natale ha deciso di abbracciare, mettendosi al servizio di un progetto calcistico di cuore.

Subscribe
Notificami
guest

2 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments
Commento da Facebook
Commento da Facebook
5 mesi fa

Manca un’allenatore capace!

Commento da Facebook
Commento da Facebook
5 mesi fa

Caro Totò il problema è che l’udinese non a un allenatore

Articoli correlati

L’ex portiere commenta la sconfitta contro la Juventus, elogia Okoye e parla del futuro dei...
L'ex allenatore dell'Udinese esprime apprezzamenti per l'operato di Kosta Runjaic, sottolineando come la sconfitta contro...
L’ex allenatore dell’Udinese analizza il match contro la Juventus e le sfide della squadra friulana,...

Altre notizie