Nel giorno in cui la Nazionale italiana scende in campo al “Bluenergy Stadium” di Udine contro Israele, uno dei simboli assoluti di quel terreno di gioco, Antonio “Totò” Di Natale, ha voluto condividere le sue emozioni e le sue riflessioni in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport.
Per l’ex attaccante, capitano, bandiera e stella dell’Udinese, che in Friuli ha scritto pagine indelebili della propria carriera, la serata di oggi ha un significato speciale:
«Per me è un piacere vedere la Nazionale in quello stadio che porto nel cuore. Sono felice per la famiglia Pozzo e per i tifosi: il Friuli è casa mia e vederlo ospitare ancora una volta gli Azzurri mi riempie d’orgoglio».
Fiducia negli Azzurri e nel progetto Gattuso
Di Natale non ha dubbi sulla partita di questa sera contro Israele, valida per la corsa alla qualificazione mondiale:
«Dobbiamo vincere, senza neppure pensarci troppo. Una terza mancata qualificazione al Mondiale non voglio neanche prenderla in considerazione. Siamo l’Italia, e l’Italia ha una Nazionale forte. Lo dimostrerà sul campo».
Parole di fiducia anche per Gennaro Gattuso, attuale commissario tecnico, di cui Di Natale conserva ricordi profondi dai tempi della Nazionale:
«L’ho avuto come compagno: era un leader, un lavoratore instancabile, una persona seria e un grande uomo. È rimasto lo stesso, umile e determinato. Anche da Ct mette tutto se stesso nel lavoro e i risultati dimostrano che la squadra lo segue. Si merita grandi soddisfazioni».
L’erede designato: Pio Esposito
Non poteva mancare un passaggio su uno dei giovani più discussi del momento, Pio Esposito, attaccante emergente che Totò vede come una speranza concreta per il futuro del calcio italiano:
«Sarà un giocatore importante per i prossimi dieci o quindici anni. È un predestinato, perché oltre al talento ha anche la testa da campione. Parlandoci sembra più grande della sua età: è umile, ha voglia di imparare e un’educazione rara. Sono qualità che fanno la differenza».
Parole che, pronunciate da un bomber da oltre 200 gol in Serie A, pesano come un’investitura.
Un messaggio al futuro del calcio italiano
Di Natale ha poi rivolto un pensiero al movimento calcistico nazionale e alla crescita dei giovani:
«È fondamentale lavorare bene nelle scuole calcio. I ragazzi devono imparare la tecnica, divertirsi con il pallone e sviluppare il talento fin da piccoli. Il talento va coltivato, non lasciato al caso».
Un consiglio che arriva da chi, partendo dai campetti di Napoli, è riuscito a conquistare l’Italia intera grazie a dedizione, sacrificio e amore per il gioco.


