L’ospite d’onore dell’ultima puntata di Udinese Tonight, in onda ieri sera sulle frequenze di TV12, è stato Christian Kabasele, uno dei senatori dello spogliatoio bianconero. Con i suoi 34 anni, il difensore belga è il giocatore di movimento più esperto della rosa di mister Kosta Runjaic, secondo per età solo al portiere Daniele Padelli.
Reduce dal gol che ha regalato all’Udinese un pareggio prezioso contro il Cagliari, Kabasele ha raccontato le emozioni legate alla rete e la commovente dedica alla nonna recentemente scomparsa:
«È stato un gol meritato. Lavoro tanto ogni giorno e non mi importa se parto titolare o dalla panchina. Cerco sempre di restare lo stesso, perché quando dai tutto, la vita prima o poi ti restituisce qualcosa. Non avevo detto nulla alla squadra della perdita, solo al mister: sono uno dei leader e non volevo trasmettere tristezza, ma solo positività. L’Udinese aveva bisogno di un Kaba forte».
Una carriera costruita sul lavoro e sulla fiducia
Nonostante non sia un titolare fisso, Kabasele si è sempre fatto trovare pronto, diventando un punto di riferimento dentro e fuori dal campo.
«Nella mia carriera ho sempre dovuto fare qualcosa in più, forse perché non tutti credevano in me. Ma questa mentalità mi ha permesso di essere pronto quando arriva il mio momento. Sono orgoglioso, anche se un po’ mi dispiace che i miei gol non abbiano mai portato una vittoria. Spero che prima o poi arrivi quello decisivo».
Il difensore ha anche ricordato l’episodio del gol annullato contro il Milan, ancora motivo di amarezza:
«Mi fa male pensarci. Avevo amici allo stadio e segnare all’ultimo minuto contro i rossoneri sarebbe stato incredibile. Se Ekkelenkamp avesse avuto una misura di scarpa più piccola, forse non l’avrebbero annullato!»
Palle inattive e contributo dei difensori
Sul piano tattico, Kabasele ha sottolineato l’importanza delle situazioni da fermo per l’Udinese:
«Lavoriamo tanto sulle palle inattive. Quando non riusciamo a segnare in altri modi, dobbiamo sfruttare la nostra fisicità. L’anno scorso siamo stati la seconda squadra della Serie A per gol su calcio piazzato, dietro solo all’Inter».
Fiducia per il futuro
Dopo un buon inizio, l’Udinese ha vissuto qualche difficoltà nelle ultime giornate:
«Dopo la partita con l’Inter pensavamo di poter fare una grande stagione, ma dopo quella con il Milan sono arrivati i dubbi. Giocare con i dubbi è difficile. Contro il Sassuolo abbiamo sbagliato tanto, ma nelle prossime due partite dobbiamo fare sei punti: possiamo farlo».
I compagni: Atta, Kristensen e i giovani in rampa di lancio
Kabasele ha poi elogiato diversi compagni, a partire da Arthur Atta, talento in cerca di continuità:
«Forse si sta mettendo troppa pressione. Dopo le prime due partite tutti parlavano di lui. Deve ritrovare tranquillità e libertà, perché ha tutto per arrivare in una grande squadra. Anche noi difensori dobbiamo aiutarlo dandogli sicurezza».
Sul danese Thomas Kristensen, diventato il nuovo perno difensivo dopo la partenza di Bijol, il belga ha raccontato un bel rapporto umano:
«L’ho visto crescere anno dopo anno. Dopo la partita con il Frosinone mi ha detto che l’ho aiutato molto, mi ha fatto piacere. Ha tutto: struttura, velocità e potenziale. Gli serve solo più fiducia».
Infine, un’attenzione particolare ai giovani Miller e Palma:
«Miller mi ha stupito: ha personalità, non ha paura di provare o di andare nei contrasti. Può diventare importante per l’Udinese. Palma invece è cresciuto molto: contro il Sassuolo è stato lasciato un po’ solo, ma ha un potenziale enorme. Sono stato duro con lui perché credo che possa arrivare lontano».
Un leader silenzioso
Dalle sue parole emerge l’immagine di un leader silenzioso ma autentico, che guida con l’esempio più che con i discorsi.
Kabasele incarna perfettamente lo spirito di un’Udinese che, pur tra le difficoltà, non smette di credere nelle proprie potenzialità e nel valore del gruppo.



È bravo è bravo. Bella persona.