La Curva Nord Udine ha annunciato ufficialmente che non parteciperà alla trasferta di Torino, dove mercoledì l’Udinese affronterà la Juventus. In un comunicato diffuso nelle ultime ore, il gruppo storico del tifo friulano ha spiegato le ragioni della propria decisione, legate alle restrizioni e alle limitazioni imposte ai tifosi ospiti in occasione della partita.
La scelta rientra nella linea di coerenza seguita dalla Curva Nord negli ultimi anni, caratterizzata da una ferma opposizione alle misure considerate eccessive o penalizzanti nei confronti dei sostenitori in trasferta. “Coerentemente con la linea portata avanti nelle ultime stagioni, la Curva Nord Udine non accetta le restrizioni e le limitazioni imposte ai tifosi ospiti per la trasferta di Torino”, si legge nella nota ufficiale.
Il comunicato si chiude con un invito rivolto a tutti i tifosi dell’Udinese a rispettare la decisione del gruppo e ad astenersi dal partecipare alla trasferta, mantenendo comunque lo spirito di appartenenza che contraddistingue la tifoseria bianconera. “Sempre al fianco dell’Udinese, sempre a testa alta” è il motto che accompagna la chiusura della dichiarazione, a ribadire il legame indissolubile tra la curva e la squadra, nonostante l’assenza fisica dagli spalti.
Le limitazioni in questione riguardano, come già accaduto in altre occasioni, le modalità di vendita dei biglietti e le misure di sicurezza adottate per la gestione dei tifosi ospiti, spesso considerate troppo rigide dalle tifoserie organizzate. La Curva Nord Udine aveva già espresso in passato il proprio dissenso verso queste disposizioni, scegliendo più volte di non seguire la squadra in trasferta per non accettare condizioni ritenute inaccettabili.
La decisione di non presenziare a Torino rappresenta dunque un nuovo capitolo della protesta del tifo organizzato friulano, che prosegue la propria battaglia per una maggiore libertà e dignità dei sostenitori. Nonostante l’assenza sugli spalti dell’Allianz Stadium, i tifosi hanno assicurato che il sostegno alla squadra non verrà meno, mantenendo la vicinanza simbolica e morale all’Udinese.



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Ma d’altronde l’obiettivo di Agnelli era creare uno stadio “aristocratico”…