Karlstrom, il motore del centrocampo bianconero: “Posso fare ancora meglio”

Il Capitano dell'Udinese, alla sua seconda stagione in Italia, si racconta a Radio TV Serie A tra ambizioni, ricordi di Ibrahimovic e la forza con cui convive con il diabete

Al suo secondo anno nel campionato italiano, Jesper Karlstrom si conferma una delle certezze del progetto tecnico di mister Runjaic. Intervistato da Radio TV Serie A e ripreso da TMW, il centrocampista svedese ha tracciato un bilancio positivo della sua esperienza, ma senza nascondere la voglia di crescere ancora.

«Abbiamo fatto una buona stagione l’anno scorso, ma penso che possiamo fare ancora meglio», ha dichiarato Karlstrom. «In Serie A ci sono tante squadre forti e tutte vogliono migliorare, ma con un buon inizio tutto è possibile. Mi piacerebbe contribuire con qualche gol e assist in più, so che ho giocato bene in alcune partite e voglio ripetermi, continuando a crescere. Sento di poter fare meglio dell’anno scorso».

Il classe 1995, capitano e pilastro del centrocampo bianconero, ha parlato anche del legame con Runjaic, tecnico che lo ha fortemente voluto in Italia. «Ovviamente Runjaic conosceva il mio stile di gioco già dalla Polonia, avendo giocato molte volte uno contro l’altro, anche se non mi conosceva di persona. Ricordo sempre le sue squadre come difficili da affrontare, però la verità è che in Polonia non mi ha mai battuto e forse è proprio questo il motivo per cui mi ha voluto con sé in Italia», ha raccontato sorridendo.

Karlstrom ha poi spiegato quanto il suo allenatore punti sulla sua esperienza e visione di gioco: «Ha grandi aspettative, vuole che riesca a leggere le situazioni in partita per aiutare la squadra. Non ho mai fatto tanti gol o assist in carriera, ma i lanci lunghi sono sempre stati una mia caratteristica. Ho giocato in vari sistemi di gioco e in diverse posizioni, adattandomi sempre alle esigenze del gruppo».

Tra i modelli che lo hanno ispirato fin da giovane non poteva mancare Zlatan Ibrahimovic, un punto di riferimento assoluto per il calcio svedese. «Avevo il poster di Ibrahimovic ai tempi della Juventus, è stato il primo grande passo della sua carriera. L’ho sempre seguito, per la Svezia è un’icona. Ovunque andasse a giocare, tutti tifavano quella squadra: sono sempre stato un suo fan. Ho avuto la fortuna di giocare con lui due volte in Nazionale, è stato uno dei momenti più alti della mia carriera», ha ricordato con emozione.

Karlstrom, che convive con il diabete di tipo 1, non ha mai nascosto la sua condizione e anzi la vive come una missione personale per inspirare i più giovani. «Per me è importante essere d’esempio, vedo quanto si parli di questo, soprattutto per i bambini. Quando ne ho parlato per la prima volta con i media, ho avuto tanti incontri e conversazioni con famiglie e ragazzi. Quando ero giovane non avevo un modello nel calcio con questo tipo di condizione, cerco di gestirla nel miglior modo possibile e penso di aver trovato un buon equilibrio».

Con la sua maturità e la capacità di affrontare ogni sfida con determinazione, Karlstrom rappresenta una figura di riferimento dentro e fuori dal campo per lo spogliatoio bianconero. E le sue parole lasciano intendere che il meglio, forse, deve ancora arrivare.

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